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Chi sono? Già...sembra facile dirlo, ma se lo sapessi avrei scoperto anche dove sto andando. E invece qui si procede senza bussola nè mappa, alla ricerca sempre di un approdo sicuro.... Per ora non ci sono luci all orizzonte....la meta è lontana ed incognita. L'importante comunque è andare,affidandosi all'istinto,così senza paura....speriamo solo di non naufragare. Non sopporterei di dovermi vestire con gonnellini di foglie.
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Immagine di: Bill Watterson
Delirio Grafico di Clara con l'attiva collaborazione di Dotakon







blaterato da Dotakon giovedì, 28 giugno 2007,ore 22:41

E va di moda….
Telefonare e dire semplicemente “Mi sono fidanzata”

Come fossi una specie di sportello del comune che rilascia licenze per accoppiarsi.

Cosa strana questa.

Che non so da dove prende origine e non mi va nemmeno di stare ad indagare.

Forse perché fa tanto occasione persa e rinfacciata.

Forse perché fa tanto treno che passa e resti a guardare, con le valige pronte da una vita ma mai il coraggio per salire.

E la vita degli altri ti sfiora.
Come un piccolo vento improvviso.
Fa un po’ di rumore, un po’ di movimento e poco altro.
Tutto torna subito tranquillo.
Tutto torna immobile.
Improduttiva stasi che consola.
E lo sportello è di nuovo aperto per il prossimo utente.
 
Prima c’è stata I.
Stavolta invece tocca ad A.

La tizia del piccolo tour nella casa diroccata alla  luce spettrale del cellulare di qualche tempo fa.

Il suo nome ha ronzato per un po’.

Poi è stato inghiottito dal rumore di fondo e si è perso nell’oceano di silenzio confuso tra mille altri nomi.

Un pensiero ogni tanto affidato al sole rosso e morente aggrappato all’orizzonte.

Il solito “ti dovrei chiamare”.

E il pensiero che non si traduce mai in gesto, in un continuo gioco di rimandi dettato dalla difficoltà di trovare un senso e un ordine preciso alle sensazioni.

“Mi sono fidanzata”
Nemmeno ciao.
Nemmeno buongiorno/buonasera.

Come ci fosse un’urgenza precisa nel mettermi a parte di questo terribile segreto.

E che cazzo.

I tasselli vanno tutti al loro posto in frazioni di secondo come nella soluzione del più classico spaccaquindici.

Tutto quello che è stato detto, tutto quello che è stato taciuto.

La solitudine.
Il condividere.
Il crescere.
E ci si fa compagnia nel procedere lungo il cammino.
 
Cadono anche gli ultimi baluardi della solitudine quindi.
Qualcosa dentro si agita.
Il treno passa furente e l’occasione è ormai già lontana.
Senza nulla potere, nemmeno il più piccolo movimento.

Per un istante solo pensare a quel gesto non compiuto, a quella frase non pronunciata in un preciso momento, in una precisa serata a darci in pasto chiacchiere e malessere.

Sarebbe cambiato qualcosa?
Sarebbe valsa la pena davvero stavolta tentare?

L’eterno “What if” della vita, le infinite sliding doors che ci fanno scegliere un percorso ben preciso.

E infondo a tutto, dietro il rumore di cristallo che improvvisamente si incrina a quelle parole , la consapevolezza che sia giusto così.

La certezza che un motivo c'è per non aver osato.

E la fermissima convinzione che mangerò il cuore di quello stronzo se solo si azzarderà a farle del male.

 
^___^
 
No, davvero.

Incrociamo le dita per A., che un po’ di sana tranquillita se la merita proprio.

 
Oh, comunque resta il fatto che porto fortuna…
 
Se siete del mio giro vi fidanzate….
 
…con altri.
 
Usatemi pure come un totem e danzatemi intorno..
 

Questo post è stato ispirato da una playlist sbagliata e dall’essere stato morso da Pepita. ^^

 
Oggi è breve....così non vi lamentate. ^^
 
 
 
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categoria : pensieri, amore, riflessioni, vita, diario, storie, ragazze alla moda, ci si fidanza