Ormai sta diventando una consuetudine fare visita alle amiche che hanno appena partorito.
Per un lungo periodo è stata l’amica del cuore della mia fidanzata di quel tempo ormai lontano.
Poi le donne passano, l’amore scade e si caglia…e lei è rimasta con me.
Un maschiaccio dai capelli rossi con cui poter parlare di tutto (ma proprio tutto) senza remore.
Una finestra spalancata sul misterioso mistero del mondo femminile che mi ha insegnato più di qualsiasi storia d’amore bella o brutta che fosse.
Certo il suo matrimonio, la mia convivenza, i cazzi della vita hanno contribuito in maniera lenta ed inesorabile ad aumentare la distanza tra di noi.
E’ sempre incredibile scoprire come in certi meccanismi, in un certo modo di stare insieme, di parlarsi il tempo, quel maledetto, non ci ha sconfitti.
Mi fa compagnia in questa spedizione esplorativa F.,un altro pezzo della gioventù passata che mi piace tenere con me.
Ecco, per usare un sottile giro di parole, diciamo pure che ci conosciamo discretamente bene.
S., una cittadina D.O.C. tutta uscite serali,locali,serate dal tasso alcolico degne di un pirata a Tortuga,orari impossibili anche per un vampiro, musei,mostre e qualsiasi cosa possa venirvi in mente, da quando si è sposata ha scelto la vita agreste meditativa e contemplativa.
Il marito ha un agriturismo nello sperduto sprofondo campestre di un paesino alle porte di Roma quindi volenti o nolenti…
Insomma il buon F. ed io ci inerpichiamo bel belli verso questo nulla erboso scambiando quattro chiacchiere sul più e sul meno di questo periodo.
Lui che continua a cambiare lavoro tanto che prima o poi gli daranno un carrozzone itinerante per vendere intrugli miracolosi come gli imbonitori nel far west, io che cerco di estorcergli qualche consiglio sulla questione B. che non so più come scrollarmi di dosso etc etc etc ( per la cronaca….a parte gli innumerevoli messaggi che presto la ridurranno sul lastrico sciogliendo in un baleno il nodo gordiano di questa situazione con mia somma felicità….ora sono subentrati anche inquietantissimi messaggi da “sega mentale” tipo: se non mi rispondi o non mi vuoi sentire, o sei indaffarato, o sei troppo stressato e non vuoi rotture ….O____O ma che è un quiz??? Se dovessi rispondere a tutti i suoi messaggi, davvero, non avrei più tempo per fare altro…^^ Non sono esagerato…fidatevi ).
Il massimo che ha saputo fare F. è stato citarmi la vecchina de “I Laureati” ed uscirsene ridacchiando con un: “Pipala di piùùùù!!!”
Raggiungiamo finalmente il posto con un lieve timore di fare la fine dei tizi della strega di Blair o di essere divorati dai lupi.
La tranquillità che si posa lieve sugli affanni della giornata e il sole rosso e stanco che ci saluta all’orizzonte.
Poi veniamo assaliti da una mandria di cani scodinzolanti, che a contarli tutti ci sarebbe da fare un censimento, e così l’idillio è presto rotto.
Un turbinio di peli e di bave e siamo pronti a riabbracciare la nostra S.
In lontananza sentiamo ringhiare J. Il cane che S. aveva prima di sposarsi, perennemente rinchiuso quando c’è qualche estraneo in giro perché è un serial killer, e la prendiamo come una forma di saluto informandoci con D. (il marito) sulla tenuta del recinto.
“Vabbè… ma già ha i capelli rossi…mettigli pure il vestitono arancione e compragli pure il passeggino arancione…oh, tieni chiusa la porta che te lo rapiscono i conigli…porca miseria, solo a guardarlo sto recuperando diottrie!!!” ^__^
E lì ci accorgiamo che tutto quello che non le era successo durante la gestazione è avvenuto dopo: è letteralmente esplosa.
“Non me ne parlare…e hai visto solo il sopra,che è tutta salute…sotto è uno sfacelo….mi toccherà buttarla e comprarne una nuova di gomma…vuoi vedere i punti?”
Con una testona tipo i bambolotti sotto il cavolo e gli occhi grandi grandi.
Bello dettagliato come solo lei poteva farlo, con liquidi,dolore,sudore, imprecazioni e ogni crisma al posto giusto.
Dall’impossibilità dell’epidurale, al dialogo con l’ostetrica mentre spingeva e al primario gentiluomo che passando distratto da quelle parti l’ha subito rassicurata con un “Signorì e se lei spinge così…quando ha finito sto regazzino parte militare”.
E decido di darle l’opportunità di dire qualcosa di bello che rimarrà scolpito ad imperitura memoria nella vita di tutti noi.
“Com’è????!!! Come se tu dovessi fare uno stronzo grosso così!!!” e fa un gesto verso l’ovetto dove da poco hanno spostato il povero nascituro.
^___^ ahahahahha….l’avevo detto che era un maschiaccio?
“Eh si F. c’hai ragione…io pensa una volta da bambino son caduto dalla bicicletta e mi sono sbucciato un ginocchio…ma mica ho fatto tutte ste storie”
Lei osserva il siparietto facendo gli occhietti a fessura da finta arrabbitata e ci guadagnamo un’altra bella collezione di “Stronzi!”
Il presente, ma soprattutto il passato…che è poi quello che ci fa stare qui ancora adesso.
Lei che veniva a piangere ubriaca sfatta dalla mia ex in piena notte turbando il nostro sonno o qualsiasi cosa stessimo facendo in quella stanza.
Le nostre serate a casa sua( quando era libera) dove lei esprimeva tutta la sua arte culinaria preparandoci speedypizza con spuntì o deliziosi panini con galbanino e melanzane.
Io e lei completamente ciucchi a leggerci passi dei libri di Baricco non so più nemmeno per quale motivo e per fare cosa.
L’appuntamento fisso di pizza e birra ogni santa Domenica per anni, perché era bello sapere che almeno una volta ci si sarebbe sicuramente incontrati nella settimana.
E quello che fai adesso.
Continuo a farmi sbavare dai cani e a godermi le chiacchiere con S. sotto il portico tra lucciole e silenzio…e vorrei davvero vederla di più.
E si pranza da F & R e pseudonipote e c’è pure A. una loro amica (che cercano continuamente di appiopparmi….cioè, magari…^__^ è davvero carina… un po’ troppo iperattiva però per i miei gusti da bradipo affetto da narcolessia).
Il tempo nella loro casa è scandito dal ciclico strepitare del bambino.
Ma come avrò detto in precedenza non è uno strepitio normale.
E’ un urlo da gatto scuoiato vivo ed immerso in una pentola d’acqua bollente.
Non provatevi nemmeno per un secondo a non cagarlo mentre piange.
“L’hai visto a capodanno…urla talmente forte che ti entra nel cervello e alla fine lo senti piangere pure quando non lo fa”
E un po’ è vero perché mentre sonnecchia vedo F. che al minimo rumore proveniente dalle altre stanze tende l’ orecchio e fa:
^___^ troppo in gamba il mio pseudonipote…li ha resi schiavi in un attimo.
E così ho passato un’altra giornata a spupazzarmi un neonato.
Anche per dare un po’ di sollievo a quei due poveri spettri che un tempo erano i miei amici che sono riusciti a farsi un pranzo tranquillo ed addirittura a mangiarsi in santa pace il gelato visto che ad ogni accenno di pianto interveniva il Bravo Zio Dotakon ormai calato completamente nel suo ruolo da bambinaia.
Diciamo che la mia percentuale di successi nel calmarlo è ancora bassa.
Se non altro perché crescerà e potrò ipnotizzarlo con i cartoni animati. ^^
E mentre noi continuiamo a parlare beatamente spaparanzati sul divano sentiamo tra le urla il bravo papà canticchiare la filastrocca degli elefanti che si dondolavano sul filo della ragnatela.
Inteneriti da questo amore filiale cominciamo subito a prenderlo per il culo come esigono le regole del buon vivere civile .
“Eh…voi ci scherzate… stanotte s’è stranito perché siamo rientrati tardi e non c’ha fatto chiudere occhio…F. alla fine c’è riuscito con quella canzoncina a fallo stare calmo”
“Si….ma voi, in tutta la vostra vita….ci siete mai arrivati a ottantotto elefanti???”
“Io? Io lo prendo in braccio, metto su un cd di Bublè…e al massimo alla terza canzone cade stecchito…ma non lo dite a F. sennò ci rimane male”
“Ufff…questa volta sono bastati venti elefanti…che vi ridete???”
Dall’alto della mia totale inesperienza in materia di bambini:
“Boh…non so…non è normale…ha sei mesi…e ancora urla e strepita come un indemoniato…no, non penso sia normale”
“Normale? Parli tu…che hai rotto i coglioni fino ad un anno e tuo padre per farti addormentare si doveva vestire,prendere la macchina e girare intorno al palazzo di notte come un matto?”
“Ah…ecco…mi mancava questo tassello del mosaico, grazie” ^__^
