"Le mie parole"
Samuele Bersani
Un bacio a testa prima del sonno e un altro, prima di partire.
Mi sveglio.
E da subito prendo coscienza di una cosa fondamentale:
oggi non ho voglia di fare un cazzo.
Non sono in vena nemmeno per il consueto giro della morte con E.
Nemmeno il pensiero del negozio di giapponeserie e di tutte le cianfrusaglie che posso acquistare lì riesce a sortire un qualche effetto.
Mi trascino stancamente per casa, con il passo cadenzato del ballerino di tango reduce da una sbornia colossale a base di tequila e trielina e spero che almeno quello che vedrò oltre le imposte possa regalarmi una facile giustificazione.
Regalo uno sguardo al cielo.
Ci fosse almeno l'avvisagllia di una nuvola, che so, del fumo che esce da un comignolo...
Niente.
Cielo di un azzurro da far vergognare i puffi.
La palla lì in alto, tutta tronfia e splendente, mi urla nel cervello "Non vorrai mica startene a casa dopo che ci siamo fatti il mazzo per attrezzare tutto sto popò di giornata???"
Richiudo le imposte.
Faccio finta di niente.
Mettiamola così: io non ho visto voi e voi non avete visto me.
Oggi il mio motto sarà: vegeto ergo sum.
Decido di togliermi qualche manciata di anni e passo gran parte della mattinata a vedere cartoni animati presi in giro per la rete.
Bleach, i Griffin, American Dad...tutta roba sottotitolata, così ottimizzo il tutto e intanto leggo pure qualcosa.
Rimango per un tempo indecifrabile con gli occhi incollati al monitor, in una sorta di ipnosi tranquilla in cui l'unico sforzo immane che compio è il doppio click sul tasto sinistro.
Poi ad un certo punto un inquietante Toc Toc mi riporta sul pianeta terra alle coordinate esatte della mia postazione.
"E mo chi cavolo è che rompe..."
Diverse opzioni balzano subito alla mia mente.
1) Mi fingo morto come alcuni animali di fronte al temuto predatore.
2) Rispondo con forte accento filippino che il signore non è in casa e non so quando torna ed ho avuto precise istruzioni di non aprire a nessuno..
3) Apro il gas, saturo la stanza e accendo la luce.
4)Mi getto dal balcone avvolto in un mantello al grido di "Non mi avrete mai Bwahahahahah!!!" come nei romanzetti d'avventura.
5)Apro cercando di convincere chiunque sia che in realtà non sono io ma indosso una maschera con le mie fattezze perchè sono appena stato liberato da un covo di Diabolik.
6)Opto per un finale alla Scooby-Doo cercando di convincere chi mi sta di fronte che è lui ad indossare una maschera ma in realtà è il vecchio guardiano del luna park che
terrorizzava la gente fingendosi un fantasma.
7) apro e basta.
Ok, ormai dovreste saperlo: sono pigro.
Sarà scontato ma ho scelto la 7.
Il ragazzo di mia sorella.
Apprendista McGuyver sotto l'egida di mio padre.
Osservo con aria preoccupata e un po' di tachicardia le chiavi inglesi che ha in mano.
La prima cosa che affiora alle sue labbra non è quell evergreen intramontabile che fa sempre piacere sentire e che recita più o meno "Buongiorno" bensì un ben più spiazzante e inconsueto "Montiamo il biliardino..."
E il punto interrogativo scusa?
Non è mica una formalità...
Vabbè dai....magari così la smetto di stare a rimbambirmi davanti al pc...
"Lo dovremmo portare su però...."
Ah...ecco....
Io non so se vi siete mai incollati un biliardino, in uno scatlone, per tre piani....
ma io al primo e mezzo vedevo le madonne che cantavano la carmina burana.
"Ma....ma...che cacchio c'è qua dentro...ma che gli omini sono di ghisa e in scala 1 a 1 ???"
Riusciamo nell'impresa titanica resa ancora più difficoltosa dal fatto che la scatola non prestava nessun appiglio per afferrarla meglio, quasi fosse una sadica parodia di una prova di giochi senza frontiere, e una volta montato il tutto ci siamo resi conto di non avere nemmeno la forza per girare le manopole.
Il pomeriggio corre via come una volpe al suono del corno inglese tra il nulla, il nulla e qualche sfida con il nuovo giocattolo in dotazione.
Serata invece da adrenalina pura.
Roba che lo sbarco all'inizio de "Salvate il soldato Rayan" a confronto è un tè preso con una settantenne inglese in un campo di margherite.
Pizza e film con I.
Non dico altro.
Perchè tra l'altro non c'è nemmeno niente da dire.
Pizza e Film.
Questo abbiamo fatto.
A meno che non devo stare qui a descrivere come si mangia una pizza e come si infila un dvd nel lettore.
Ma se non provenite da Urano credo che sappiate più o meno di cosa sto parlando.
Un dubbio però ce l'ho.
Ma che vuole I. alla fine?
Amicizia?
Vedere se si può provare di nuovo?
Mi tiene la mano, mi accarezza, è carina, gentile, non si arrabbia nemmeno più tanto,insiste per passare del tempo con me...ma se provo a ridurre ancora un po' le distanze si irrigidisce e si tira indietro.
Ok, lo so.
Non si fida e ha pure ragione da vendere.
Ma allora perchè questa ricerca del contatto?
Per quanto mi riguarda le cose stanno meglio così per il momento.
Ho trovato una sorta di rassegnata tranquillità che mi sta permettendo finlamente di non rimbalzare in giro e fare casini.
E poi con lei, ferirla magari un' altra volta.....no, proprio no.
Lascio che le cose si evolvano nel giusto tempo.
Quando sarà il momento di prendere una decisione affronterò la questione.
Tanto di una cosa sono certo: non ha lei la chiave.
E questo chiude ogni discorso.
Non mi devo far fuorviare dallla voglia e dal bisogno d'affetto.
Devo essere forte,devo stare attento.
Perchè una carezza, un bacio, una parola spesso riempiono i vuoti con una facilità estrema ma hanno anche margini taglienti che potrebbero lasciare in futuro ferite profonde e difficili da rimarginare.
Sto scivolando nel sonno.
Gli occhi si sono ridotti a due fessure che rubano intorno il minimo sindacale di luce.
Finalmente vista l'ora.
Chiudo così oggi, ho la mente già a spasso, e già da qualche riga.
"Aspira al paradiso e lo avrai in terra.
Aspira alla terra e non otterrai nulla"
( C. S. Lewis )
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