
“E’ tardissimo. O me ne vado a casa adesso o rimango a dormire qui...”
E sentire lo stomaco chiudersi, il respiro mancare, un terribile mostro liquido arrampicarsi su per la gola e farsi strada verso gli occhi.
E sentire schiudersi con fragore i lucchetti del cuore ed affiorare leggere alle labbra frasi antiche ormai dimenticate, che sanno di buono, che sanno di vero e che vogliono solo tenerla qui il più a lungo possibile.
Il resto sono baci pieni di sorrisi, parole inanellate a farne splendidi racconti, occhi luminosi che squarciano la penombra e scrutano giù in fondo nell’abisso tortuoso che sono i miei respiri.
Che cerco di tenermi stretto stretto perchè non scompaia troppo presto in una bolla di sapone.
Un vetrino colorato che da nuova linfa ai giorni in carta carbone, un giro di giostra infinito, un cielo stellato rischiarato all’improvviso da un fuoco d’artificio…