"Un gruppo di amici si ritrova tutti i Sabato sera al baretto sotto casa per giocare la schedina sognando di fare un tredici miliardario.
Purtroppo non riusciranno mai nella loro impresa perchè riescono ad
indovinare sempre e solo le squadre che pareggiano".
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"X-Men"
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Terence Trent D'Arby - "Wishing Well"
Faceva freddo.
Ma non un freddo normale.
Quel freddo che punge sulla pelle e entra nelle ossa fino a farle diventare
fragili cristalli.
Quel freddo che intorpidisce le membra e fa battere i denti, mentre senti il
sangue rallentare alle estremità per prendersi un attimo di riposo.
Quel freddo che fa pensare ad una notte di luna piena al Polo Nord quando il
ghiaccio è illuminato da un azzurro spettrale e gli ice-berg passano lenti,
come dinosauri, all' orizzonte.
Il freddo che fa sognare un altro posto, magari più caldo, dove poi potrai
sognare questo.
Il freddo dell'uomo delle nevi.
Il freddo delle guerre degli alpini.
Il freddo degli spazi siderali.
Il freddo azoto.
Faceva freddo.
Avevo freddo da morire.
E quindi ho pensato che sarebbe statto meglio togliere la testa dal freezer.

"Un bambino vive in un paesino sperduto di montagna.
D'estate va tutto bene: il bambino vive la sua gioventù spensierata
correndo per boschi e valli in fiore respirando aria pulita e giocando con gli animali.
Non appena sopraggiunge l' inverno la storia cambia e si trasforma in tragedia.
Il paesaggio si trasforma, tutto viene coperto da una coltre bianca e gelida che nasconde i colori.
Il bambino passa tutta la stagione in bagno a vomitare."
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"Il senso di Smilla per la neve"
"Uno sconosciuto ornitologo vuole passare alla storia per essere stato il primo a raggiungere l' inaccessibile nido di una specie di uccelli in via di estinzionevolando a bordo di un aliante.
Riesce nella sua impresa e invia il resoconto all' associazione
internazionale ornitologi.
I membri di questa associazione rimangono stupefatti da ciò
che lo studioso è riuscito a fare e decidono di pubblicare il suo lavoro e in seguito di insignirlo di un premio.
Purtroppo per un banalissimo errore di stampa il saggio viene pubblicato senza il nome dell' autore e nemmeno gli studiosi, che si sa sono molto distratti, riescono a ricordarsi chi ha compiuto tale impresa.
L'ornitologo finirà così i suoi giorni nell' anonimato mentre la sua
impresa verrà ricordata da tutti".
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Un fascino inesauribile che ha percorso la storia fino a giungere ai giorni nostri e che andremo a sondare in questa prima,favolosa,scoppiettante puntata de “Il fantastico mondo di Dwarp”.
Quindi l’EgGiTto è la terra dove fa un gran caldo e tutto quello che puoi fare è attaccarti.
Narra la leggenda che discendessero tutti dall’uovo della grande dea pennuta Farah-ohn da cui ebbe origine il primo faraone della prima grande dinastia Francesco Amadori I.
Da antichi fumetti lasciatici dipinti sui muri, e che doveva essere molto difficile collezionare, possiamo farci più o meno un’idea su chi fossero questi grandi sovrani.
Magri magri, con le braccine lunghe lunghe,sempre di profilo,con in mano un paio di antenne delle vecchie tv in bianco e nero che tenevano incrociate sul petto e buffi copricapi in bilico sulla testa.
Già da questo possiamo intuire che gli EgGizZi furono precursori nel campo della scienza e della tecnica, spesso anche troppo.
Avevano già inventato l’antenna ma non avendo potuto inventare la tv non sapevano cosa farne e forse le tenevano incrociate sul petto per cercare di sintonizzarsi su qualcosa.
Gli eGgzZi avevano una scrittura molto semplice, che si basava su simboli e che per lo più conteneva avvertimenti.
Un occhio ed un leone?
Il classico attenti al cane.
Un occhio e due barrette sovrapposte?
Venite a dare un occhiata alle nostre salsicce!!!
Un occhio più un ibis?
Voleva dire di fare attenzione agli spigoli contro cui si sarebbero potuti sbattere i genitali.
Gli EgGizi avevano un pantheon composto da moltissime divinità
Iside,Osiride,Toth,Anubi,Franco Baresi,Goldrake solo per citarne alcuni.
Purtroppo del culto degli ultimi due non ci è pervenuto nulla.
Una delle divinità più conosciute è sicuramente Anubi.
Di solito veniva raffigurato come un uomo con la testa di cane.
E’una divinità dai grandi poteri,l’unica che può vantare di essere la miglior amica di se stessa.
Non appena il nostro pensiero va a questa terra così ricca di storia,due sono le cose che ci vengono subito in mente: le piramidi e la sfinge.
In questa prima puntata de “il fantastico mondo di Dwarp” sveleremo finalmente i misteri che si celano dietro ognuna di esse.
La piramidi sono degli edifici a forma di piramide (appunto) che sorgono in mezzo al deserto.
Per anni ci si è interrogati sul significato di queste costruzioni.
Come le hanno costruite?
Ma perché farle a punta?
Ma non era più semplice costruire dei lunghi parallelepipedi?
Il loro scopo era veramente quello di seppellirci la gente?
Tutta quella fatica per ficcarci dentro una salma?
In realtà le ultime ricerche,e il ritrovamento della famosa “stele di MariaConcetta”, hanno dimostrato che l’idea “piramide” gli eGgiZzi l’hanno ereditata da un popolo più antico di loro (di cui purtroppo non è rimasta quasi traccia),più evoluto di loro e che le usava per tutt altro scopo.
Sei in mezzo al deserto.
Stai camminando da ore sotto ad un sole cocente.
Termina qui la prima puntata de “Il fantastico mondo di dwarp”.
Un viaggio emozionante attraverso la storia,la scienza, la geografia e l’educazione fisica.
Alla risoluzione del prossimo affascinante, imperscrutabile, indistricabile, misteriosissimo mistero. ^^
Ero al telefono con un mio amico prendendo accordi per il fine settimana
imminente.
Lei girolava per casa con indosso una magliettaccia lunga , le snelle gambe
nude, leggera ed allegra tutta intenta nel suo costante rovistare,
spostare, toccacciare e canticchiare allegramente:
"Icaro qua...Icaro là...Icaro su...Icaro giù!"
Io la guardavo e sorridevo rapito, l'orecchio teso alla voce amica sempre più
flebile e lontana, insignificante innanzi a quello spettacolo meraviglioso che
assorbiva tutta la mia attenzione.
"Ma mi ascolti??"
"S-si ...si...scusa!"
Poche parole ancora, ancora qualche dettaglio da definire per un altro week-end
di carta carbone.
E lei intanto:
"Icaro qua ....Icaro là......Icaro su...Icaro giù!"
Riagganciai la cornetta e ancora sorridendo rimasi a gustarmi un po' la scena.
Canticchiare, spostare, rovistare , toccacciare.
Decisi di turbare quell'equilibrio:
"Guarda che era Figaro......"
Non si fermò nemmeno, continuò la sua grande opera eplorativa concedendomi solo
un distratto:
"Ah si?!......E che voleva?"
Cose così, che ogni tanto tornano a bussare.
Passano leggere dietro ai vetri mentre fuori si fa sera..
...mi lasciano un sorriso malinconico e il profumo di un passato che non posso più toccare.
Tu non lo saprai mai…
…ma ogni tanto mi manchi.
PS: per alcuni termini usati mi toccherà pagare i diritti a Tiziano Sclavi (un genio). ^^


Mentre i colori della città dissolvono dal rosso al nero, apro gli occhi nuovamente sul mondo per respirare finalmente un'altra notte.
Mi levo dal mio giaciglio, pallido e confuso...la mia pelle è da tempo
immemore che non conosce la luce del sole.
Scivolo silenzioso come un'ombra verso la finestra e, attraverso le persiane,
spio...
spio il mondo nei suoi ultimi movimenti: l' urlo delle serrande che fracassano a terra, il passo frettoloso di chi si spinge alla sua dimora, le imposte che si serrano per respingere l'oscurità che avanza.
Luci tremolanti di televisori infondono vita spettrale a qualche finestra...
sospiro nel vedere un ultimo spicchio di sole rosso sangue tramontare tra due palazzi.
Tutto questo mi è negato.
Sono figlio della notte.
Pronto nuovamente a gettarmi tra le braccia dell'oscura madre.
La mia vestizione è un rito che potrei compiere ad occhi chiusi...pezzo dopopezzo...indumento dopo indumento...
il mio rito notturno....
si prepara lo sposo della notte...
sono pronto, il buio mi attende....
non lo faccio aspettare.
La strada è vuota e silenziosa, fredde luci di lampioni illuminano in oasi il nero ad intervalli regolari.
Respiro aria fredda che mi inebria e inizio....
di strada in strada
di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
Il rumore dei miei passi è il mio solo compagno.
La mia ombra disegnata sopra i muri la mia sola amica.
Solo...
sono il padrone della città....
scivolo di strada in strada
di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
per compiere la mia missione.
Ignari dormite al sicuro nei vostri letti
ed io vago,
vicino,
molto vicino,
potrei sfiorarvi
e non ve ne accorgereste.
Procedo ancora
di strada in strada
di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
e all'improvviso.......
una coppia,
abbracciata,
viene verso di me.
Cerco di fuggire il loro sguardo, forse faccio in tempo a infilarmi in quel vicolo...
no...maledizione...lui mi ha visto....sgrana gli occhi....poi li riduce a due sottili fessure....mi ha riconosciuto...ha scavato nella sua memoria ...e mi ha trovato...sa chi sono...pensava fossi il frutto di leggende....pensava fossi solo l'allegoria di un remoto passato...il parto di qualche assurda ed insana mitologia...
e invece sono qui...
davanti ai suoi occhi..
perchè nonostante tutto io esisto..
nonostante io sia figlio della notte....
silenzioso vago...
di strada in strada
di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
perchè io sono
il metronotte!
Brrrr.....
Che pauraaaaa!!! ^__^
E così anche questo post volge al termine, anche oggi siamo riusciti a spingerci fin là dove nessuna noia è mai giunta prima.
Non mi resta che augurarvi un buon fine settimana...e mi raccomando fate attenzione quando rincasate tranquilli a notte fonda... non si sa mai chi potreste incontrare.^^
That' all folks
"I giorni vengono distinti fra loro,
ma la notte ha un unico nome".
