Blogger:
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Chi sono? Già...sembra facile dirlo, ma se lo sapessi avrei scoperto anche dove sto andando. E invece qui si procede senza bussola nè mappa, alla ricerca sempre di un approdo sicuro.... Per ora non ci sono luci all orizzonte....la meta è lontana ed incognita. L'importante comunque è andare,affidandosi all'istinto,così senza paura....speriamo solo di non naufragare. Non sopporterei di dovermi vestire con gonnellini di foglie.
MSN: devonrex_miao@hotmail.com


www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from Dotakon. Make your own badge here.
20 cose che
addio al celibato
amici
amore
amsterdam
andrea parodi
animali ammaestrati
anime
apatia
astronomia
auguri 2007
avenue q
avrei
bagnoschiuma al kiwi
bambini
battiti improvvisi
battuta
battute
befana
biciclette mannare
bloggers
botero
bricolage
cacciatore di aquiloni
caffè
cambiamenti
cani
cani e gatti
canzone cane morto
capitan findus
capodanno
carne
cat-sitter
cena
centro commerciale
cerchi nel grano
chiacchiere in auto
cielo
cilindro del delirio
cimitero
cinema
ci si fidanza
colleghi
compleanno
concerto elisa
condom spray
consigli del cuore
crop circles
crystal ball
cucù
cucina
c e t
degustazione
demone dell apocalisse
devon rex
diario
disavventura
divano nuovo
dolceforno
donna astronauta
drogatina
ecografia
edward norton lorenz
eggizzi
elzioni
embrioni
estate
estero
evadere
evoluzione
e sempre lui
f&r
fake news
famiglia
fantastico mondo di dwarp
farfalla
favola
felicità effimere
fidanzamento improvviso
figlio della notte
figure di merda
francia
freddo
freddura
freddure
frigo
fumetti
f e il giringiro
gabbiani
gatti
gatto scoppiato
gesù
gialappas
giapponese
giocattoli
giro della morte
gommisti
governo
grazie clara
guardiamarina lynch
guinzaglio
g sempre lei
heroes
ichnusa
ikea
il cacciatore
il centro
il ritorno
imbarazzo
incidente metro
incubo pneumatico
infanzia
i la tipa delle telefonate
jeeg robot dacciaio
just married
lavaggio auto
lavori dell infanzia
lavoro
la quaglia
leggenda
libri
lifting
locale spagnolo
lomino sulla luna
lo sposo
macchina del tempo
magic moments
magnificat
malattia
maldive
malinconia
manhattan transfer
mani di vernice
matrimonio
michelangelo antonioni
miva&melampo
moonwalk
morte
musica
musical
musica della sera
natale 2007
navicella spaziale
neanderthal
news
ninna nanna
noia
notizie false
novità
nozze
omino bianco
onigiri tornasole
operai playmobil
orologio biologico
oroscopo
oz
papa
paradosso srl
passeggiata
pc
pensieri
petit prince
piazza navona
piccole frasi
pietra ollare
piramidi
playboys
poesia
politica
politiche 2008
preservativi e ramazzotti
pub
p
racconto
radioblò
ragazze alla moda
reduce dal natale
ricordi
riflessioni
salsa und merengue
san dotakon
san remo
sardegna
sarkozy
satira
scary maze
schiava
scimmie di mare
scorpione
sei responsabile della tua rosa
sfinge
shinystat
shopping
sindrome del pezzo di carta
slip
smilla e cuculo
solitudine
solo
soyuz
spesa
sposi
star trek
storie
strange news
straniere
sveglia
svolta rock
s la collega
s
teoria del caos
thè
the producers
thriller
tradimento
tram mannari
transformers
trivial pursuit
tronisti
una piccola amicizia
un anno di blò
van gogh
vaticano
veterinaria
villasimius
vino
visto e letto
vita
wicked
wok
wok to walk
youtube
ziggurat di cachi
zodiaco
*loading* visitatori



  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
Template di Pannasmontata

Immagine di: Bill Watterson
Delirio Grafico di Clara con l'attiva collaborazione di Dotakon







blaterato da Dotakon martedì, 30 gennaio 2007,ore 21:07

Che la sigla sia con voi...



Perchè i miei cani dovrei portarli a fare un giro più spesso...^^

Veniamo subito al dunque, senza preamboli,senza tanti giri di parole: la realtà nuda, cruda e scondita che tanto siamo tutti perennemente in pseudodieta.

Siete soli.
Dispersi nel deserto ormai da giorni che non riuscite nemmeno più a contare.
Le vostre scorte d'acqua sono terminate.
La posizione eretta non rientra più nel catalogo della vostra evoluzione.
Strisciate nella sabbia con la forza della disperazione e gran parte del monotono panorama circostante nella vostra bocca, le labbra spaccate dal caldo, gli occhi accecati dal sole che non riescono a vedere nient altro che bianco.
Il vostro respiro è un sibilo indistinto che avete appena scoperto essere il richiamo preferito di qualche predatore affamato di carogne che si è adattato meglio di voi a questo ambiente ostile e che vi sta corteggiando da qualche giorno come nessun uomo/donna  farà mai nella vostra vita.
La vostra pelle è spaccata dal caldo che piomba giù dal cielo violento e inesorabile come il pugnale nella doccia di Psycho.
La disidratazione completa è ad un passo.
Tra qualche ora comincerete a sudare sangue.
Quand ecco apparire al culmine della più vicina duna un uomo.
La testa avvolta in un turbante che lascia scoperti solo gli occhi  incredibilmente chiari.
Appollaiato sul dorso di un cammello vi osserva arrancare senza muovere un muscolo.
La parola "salvezza" inizia a pulsare nella vostra testa in caratteri frivoli e colorati degni dei peggiori musical di Brodway.
Il vostro strisciare si fa più energico ed è accompagnato dalla marcia imperiale di Star Wars che, sia ben chiaro, esiste solo dentro di voi.
Quell'uomo è la speranza.
Quell'uomo è la vita.
Strisciate con sempre meno dignità e con sempre più vigore.
Finalmente lo raggiungete.
Alzate il vostro sguardo da geco su di lui e la parola "aiuto" vi muore tra le labbra quando vi accorgete che il misterioso straniero invece di porgervi una borraccia colma dell'unica panacea che in questo momento potete desiderare punta su di voi il terribile occhio nero di una pistola.
Uno degli ultimi respiri vi muore in gola.
E l'uomo parla.
E la sua voce è quella di tutte le divinità di tutte le religioni che mente umana abbia saputo partorire.
"Vivo qui, nel deserto...è un posto noioso..non ho mai tempo per andare al Cinema...hai due opzioni: o mi racconti di che parla il film Xxxx Xxxxx e ti guadagni il diritto di bere e salvare la tua misera vita....o ti pianto una pallottola in testa e lascio che il tuo amichetto lì dietro faccia di te uno degli ultimi gradini della catena alimentare".

Ovviamente per molti  l'unica alternativa possibile è la morte.

Ma non per voi!

Perchè voi seguite sempre con interesse la fantasmagorica rubrica dello zio Dotakon:

Io l'ho visto / Io l'ho letto.


"Un gruppo di amici si ritrova tutti i Sabato sera al baretto sotto casa per giocare la schedina sognando di fare un tredici miliardario.
Purtroppo non riusciranno mai nella loro impresa perchè riescono ad
indovinare sempre e solo le squadre che pareggiano".


..............


................


...............



"X-Men"

^___^


Era solo per dimostrarvi come questa rubrica sia in realtà molto più utile di quello che sembri.

Oh, non si sa mai nella vita.

That's all folks.

Stay tuned.
Permalink | commenti (6) | commenti (6)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, vita, diario, storie, musica della sera, radioblò, visto e letto




blaterato da Dotakon lunedì, 29 gennaio 2007,ore 20:05



Terence Trent D'Arby - "Wishing Well"


Faceva freddo.
Ma non un freddo normale.
Quel freddo che punge sulla pelle e entra nelle ossa fino a farle diventare
fragili cristalli.
Quel freddo che intorpidisce le membra e fa battere i denti, mentre senti il
sangue rallentare alle estremità per prendersi un attimo di riposo.
Quel freddo che fa pensare ad una notte di luna piena al Polo Nord quando il
ghiaccio è illuminato da un azzurro spettrale e gli ice-berg passano lenti,
come dinosauri, all' orizzonte.
Il freddo che fa sognare un altro posto, magari più caldo, dove poi potrai
sognare questo.
Il freddo dell'uomo delle nevi.
Il freddo delle guerre degli alpini.
Il freddo degli spazi siderali.
Il freddo azoto.
Faceva freddo.
Avevo freddo da morire.
E quindi ho pensato che sarebbe statto meglio togliere la testa dal freezer.


 

That's all folks.

PS: è da poco partito il progetto 
"Soundcheck"  una cosa mia e di "Clara Oh Crara el Viento"(la rimaneggiatrice di templates ^^ )... se avete qualche secondo da buttare, dateci uno sguardo. ^^

Oggi non c'avevo molta voglia di scrivere. ^^

E' tutto.
Stavolta davvero.

"La vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate"

Stefano Benni


Permalink | commenti (1) | commenti (1)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, vita, diario, storie, freddo, musica della sera, radioblò




blaterato da Dotakon venerdì, 26 gennaio 2007,ore 22:35

Su le mani e ballare...



...che c'è da festeggiare!!!!


Ci siamo rifatti il look!!!

Non c'è che dire...questo è molto più in tono con l'aria che si respira da queste parti.

I ringraziamenti sono un obbligo dal quale non voglio esimermi. ( anche perchè rischierei mazzate)

Un abbraccio forte forte ed eterna gratitudine vanno a Clara Oh Clara del vento ( Clara el Viento)
soprattutto per la pazienza dimostrata nei miei confronti e verso una paranoica pignoleria che non sapevo nemmeno di possedere....

"Clà...quella righina è troppo fina...Clà...c'è un alone strano....Clà sposta questo in alto e quello in basso...Clààààà...Clàààààà....Clààààààaaaaarggggh,non osare uscireeee!!!!!"

E lei, pur tagliandosi le vene quotidianamente come una perfetta regina dei suicidi, ascoltava e si adoperava...(non sempre in silenzio...bisogna ammetterlo...e non sempre con dolcezza ^^ )

Non so da quale dimensione parallela tu abbia attinto la forza per non volare dall'isola al continente per farmi ingoiare un mouse e un manuale di html...
 
ma grazie, davvero...

Per questo e per mille altre cose...

Spero piaccia a voi che ogni tanto inciampate da queste parti..

Per quanto mi riguarda, adoro Calvin & Hobbes..

E questa è la cosa giusta, ne sono certo.

^__^

Stay Tuned

State ballando, si?

Permalink | commenti (11) | commenti (11)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, vita, diario, storie, lifting, grazie clara




blaterato da Dotakon venerdì, 26 gennaio 2007,ore 14:12

3....2....1

Sigla



Non avendo sempre tempo per buttare giù post chilometrici e non avendo una vita così avventurosa da tenervi lì incollati con il fiato sospeso a raccontare di come sono uscito sano e salvo dalle fauci di un mostro marino cantando "Papaveri e Papere" con il Cantatu  o di come sono fuggito dal tempio maledetto degli adepti al culto della dea Meringa armato solo della mia spada all'insulina, ho deciso di aprire un amena rubrichina di pubblica utilità dall'entusiasmante titolo di:


Io l'ho letto / Io l'ho visto

sottotitolo:

bibliotrame e filmotrame redatte,riscritte,interpretate,violentate e condensate per voi e solo per voi dallo zio Dotakon

...così da domani anche voi potrete dire ai vostri amici, con aria tronfia e il gomito appoggiato al bancone del baretto: "Ignoranti...vi dico io di cosa parla".

Ah, fortunelli che non siete altro!!!

Ce l'avessi io un amico come lo zio Dotakon...

Partiamo con due fulgidi esempi va (così ne potete apprezzare la sublime utilità):


"Un bambino vive in un paesino sperduto di montagna.
D'estate va tutto bene: il bambino vive la sua gioventù spensierata
correndo per boschi e valli in fiore respirando aria pulita e giocando con gli animali.
Non appena sopraggiunge l' inverno la storia cambia e si trasforma in tragedia.
Il paesaggio si trasforma, tutto viene coperto da una coltre bianca e gelida che nasconde i colori.

Il bambino passa tutta la stagione in bagno a vomitare."




..........

.........

..........


"Il senso di Smilla per la neve"



"Uno sconosciuto ornitologo vuole passare alla storia per essere stato il primo a raggiungere l' inaccessibile nido di una specie di uccelli in via di estinzionevolando a bordo di un aliante.
Riesce nella sua impresa e invia il resoconto all' associazione
internazionale ornitologi.
I membri di questa associazione rimangono stupefatti da ciò
che lo studioso è riuscito a fare e decidono di pubblicare il suo lavoro e in seguito di insignirlo di un premio.
Purtroppo per un banalissimo errore di stampa il saggio viene pubblicato senza il nome dell' autore e nemmeno gli studiosi, che si sa sono molto distratti, riescono a ricordarsi chi ha compiuto tale impresa.
L'ornitologo finirà così i suoi giorni nell' anonimato mentre la sua
impresa verrà ricordata da tutti".

........

.........

........

"Qualcuno volò sul nido del cuculo"



^____^ utile no?

No,non mi ringraziate, non ce n'è bisogno...^^



That's all folks
Stay tuned.

Permalink | commenti (4) | commenti (4)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, vita, diario, storie, musica della sera, radioblò, smilla e cuculo, visto e letto




blaterato da Dotakon mercoledì, 24 gennaio 2007,ore 23:27




"Save the world, save the cheerleader"





Quando arriverà...ne sentirete parlare,statene certi. ^^

Apro così perchè sono ancora galvanizzato dalla visione dell'ultima puntata di questo meraviglioso telefilm.


Bè..bando alle ciance.
Mettiamoci al lavoro.

Sigla:






"Labyrinth"

Elisa



Dai, "gli ostacoli del cuore" era troppo scontato di questi tempi.
Meglio un sano ritorno alle origini.
E sono pure motivato nella scelta oggi.

Ieri ( 23/01 ) al Palalottomatica concerto del folletto buono della musica italiana, e il bravo zio Dotakon era lì.
Il merito (o la colpa) è da attribuire ad S. la mia collega ( detta "la quaglia" ) che mi ha trascinato a vedere lo spettacolo sulla scia del successo dell'ultima hit e dell uscita dell'ultimo cd/raccolta.
Mettiamoci pure che il biglietto me lo ha regalato lei per natale....quindi non è che mi sia costato chissà che sforzo immane andare.
E poi Elisa mi piace:ha quell anima rockkeggiante che non guasta mai e una capacità vocale non indifferente.

Si parte in direzione E.U.R. subito dopo il lavoro dove ad attenderci ci saranno Si.(un'amica della quaglia detta "la mia pseudofidanzata"....è lunga da spiegare ma non è nemmeno lontanamente quello che sembra) e L. (un'amica dell' amica) segnate visibilmente in volto da una fila di qualche oretta ai cancelli mescolate tra gruppi di giovincelli che si sono cantati tutta la discografia dell artista, tanto da non aver più nemmeno bisogno di entrarci al concerto, e impreziosite da magliettina completamente zuppa grazie alla pioggia battente che ha deciso di fare loro compagnia durante tutta l'attesa.

Prendere nota 1: Per i prossimi concerti mandare sempre qualcuno in avanscoperta a prendere i posti.E' trooooppo comodo: arrivi, parcheggi,non fai un millimetro di fila e non appena entrato sei già bello seduto.

Le due avventuriere,munite di zainetto sulle spalle come scolarette delle medie alla gita scolastica, sembravano uscite da una battaglia senza esclusione di colpi con una decina di bestie strane prese a caso da un libro qualsiasi de "Il signore degli anelli".
A vederle così nemmeno il mago Othelma avrebbe visto in loro un quasi medico e un serissimo avvocato.^^

Mi guardo intorno e sospiro: il buon caro vecchio Palalottomatica.
Un posto buono per qualsiasi cosa.
Tranne per tenerci un concerto.
L'acustica orribile del luogo è ormai entrata nelle leggende.
Speriamo in qualche innovazione tecnologica e che Dio ce la mandi buona.
Guardo la gente continuare a fluire e mi torna in mente, tra tutti quelli visti, il concerto degli Skunk Aanansie di ormai qualche secolo fa...Skin sublime sul palco che si destreggiava tra virtuosismi vocali incredibili e sparava acuti micidiali da scoperchiare il tetto della struttura.... e noi sotto a tirarci mazzate e a pogare con dei perfetti sconosciuti al limite della rissa.
^^ beata gioventù...
Ora che sono vecchio e decrepito mi faccio addirittura prendere il posto. ^^

Due chiacchiere di numero,il tempo di assistere ad un avvilente giochino dei tizi di radiodimensionesuono che tiravano magliette e cappellini ad un pubblico affamato di gadget come una vasca di piranha,  e (quasi) in orario inizia lo Show.

Fatichiamo un po' a capire con che cavolo di canzone è iniziato il concerto.
I bassi gracchiano e si distorcono che è un piacere.
La musica sembra uscire da una radiolina a transistor sottoposta ad una cura ormonale e sparata al massimo volume.
L'intervento dei tecnici del suono,o di qualche divinità disturbata da tutto quel fracasso, riporta tutto ad un livello di pseudonormalità.
L'audio non è eccelso ma almeno siamo in grado di capire se sul palco ci sia realmente  lei e non magari Nilla Pizzi.
Comunque non c'è niente da fare: il Palalottomatica non si smentisce, fa cagare.

Prendere nota 2: mai più...e ribadisco...mai più...andare ad un concerto da solo con tre donne senza almeno un domatore armato di frusta e sgabello per tenerle a bada.

La quaglia al solo spengersi delle luci si ficca due dita in bocca e comincia a tirar fuori dei fischi "alla pecorara" così forti da richiamare a raccolta ogni animale pascolante nel raggio di seicento chilometri.
Nemmeno Tarzan con l'urlo riusciva a tanto.
Un simpatico siparietto che si è protratto "solamente" per tutta la durata del concerto.

Due tizi dietro di noi: "Oh..ma l'hai sentita questa"  "Eh...l'hanno sentita pure in Honduras"    -____-

Si. e L. partono con dei gridolini acuti,fortissimi e micidiali (ovviamente dentro le mie orecchie). Con urla di quella potenza ci si poteva in alternativa far diventare sodo un uovo o far esplodere tutti i negozi di Swarosky d'Italia.

E poi saltellavano, si dimenavano,e in piedi, e seduti,e mani su, e mani giù, e il balletto di Grease ( e giuro che è vero...non chiedetemi che minchia c'entrasse) e accendino acceso, e cellulare...insomma tutto il repertorio di tutti i concerti, dalla prima del "Don Giovanni" di Mozart ad oggi, concentrato in sole tre persone.
Una biologa, un quasi medico e d un avvocato. 
Ora, non è che mi aspettassi di sentire il concerto  in vestaglia, seduto su una poltrona di pelle,sorseggiando brandy...però...eccheccavolo...sembravano indemoniate!!!
Tenerle a bada era impossibile...e per quanto riluttante anche io alla fine sono caduto nel vortice.
Se non puoi vincerli, unisciti a loro.^^

Diciamo due paroline sul concerto va: bello e semplice.

Fatto.

Andiamo avanti... ^__^

No vabbè.
Che dire?
Lei è bravissima e, nonostante avesse avvertito da subito di essere sotto l'influsso di un malefico raffreddore che purtroppo ha un po' viziato l'esecuzione di "Almeno tu nell'universo", ha fatto sentire cose davvero eccezionali.
Palco semplice,scarno, monitor grandi alle spalle del gruppo su cui passavano immagini e frasi evocative legate alle canzoni (una consuetudine ormai...) e un bel coro gospel a dare manforte su alcuni pezzi.
Lei molto più composta e tranquilla di quanto mi sarei aspettato (sarà stato il raffreddore??),senza strafare e con molta ehmmm... modestia...(non trovo altri termini) : si capiva che era emozionata.
Una cosa davvero carina: la presentazione del gruppo.
Elisa gira per il palco armata di telecamera che invia le immagini ai grandi monitor alle sue spalle ed inquadra e ci fa conoscere uno ad uno i musicisti della band (tra l'altro cosa rarissima...tutta gente che suona con lei dai tempi degli esordi),quindi attacca un brano e continua a riprendere il pubblico fino al finale della canzone quando volta la telecamera verso se stessa e, sulle ultime note, soffia un bacio verso l'obbiettivo sfiorandoci idealmente uno per uno.( e lì mi sono quasi innamorato ^^ )

La poesia del tutto è stata ovviamente rovinata dalle tre jene insieme a me che stavano dibattendo proprio in quel momento sul fatto se fosse lesbica o meno... -___-°

Parte un altra canzone.

Si. a me: "mmmh...come mi fa sesso sta canzone..."

O__O "che ti fa???"

"sesso!"

"Ma questa proprio?"

"Si vedi...segui il ritmo....qui siamo alle coccole..."

La musica procede...

Ritornello...

"Ecco e qui...bè hai capito"

La musica diventa di nuovo più lenta.

Io: "E qui dove siamo, alla sigaretta?"

Si.: "Naaaa...qui altre coccole..e poi...aspetta...aspetta"

Secondo ritornello

Si.:"E vvvvaaaaaiiiiiii"

O___O ommadò

La canzone cresce cresce e cresce fino ad esplodere e terminare...

Io: " E qui? Qui dove siamo?"

Si: "Qui ti puoi rivestire e tornartene a casa"

^__^ ah, ecco...

Io: "Ah...ok...mi devo ricordare che brano è..così a casa faccio le prove da solo...sai, giusto per prendere i tempi esatti"

Una cosa divertente da fare ad un concerto come questo è guardare la gente.
Già, perchè con un cantante italiano siamo capaci tutti a cantare a squarciagola...^^
E infatti, seguendo un po' i labiali intuivi che quello che la gente stava biascicando non era proprio la forma più corretta di inglese ...^^ ma in fondo credo che il divertimento stia anche lì

me: "Oh...ma le canti tutte...hai studiato in questi giorni eh ?"

S.: "Io??? Ma quando mai...azzecco si e no due/tre parole...per il resto, seguo il suono"

O__O un genio!

Ed in fondo non è tanto campata in aria sta cosa.
Il pubblico si è lasciato trascinare di brano in brano senza un attimo di sosta ma era poi sui pezzi in italiano che davvero ne percepivi la grandezza,capivi che erano davvero in tanti a cantare all'unisono le stesse parole...forse l'unico vero limite di un concerto bello come questo...

Una serata piacevole, non c'è che dire.
Grazie ad S.
Molto più per il regalo che per i fischi.^^


Vabbè, la finisco.
Come al solito mi sono dilungato più di quanto volessi.
Un po' di diario ci voleva però...era un po' che latitava.

That's all folks

stay tuned







   





 "....and I'm walking through the fog"
Permalink | commenti (3) | commenti (3)(popup)
categoria : pensieri, musica, riflessioni, vita, diario, storie, heroes, musica della sera, radioblò, concerto elisa




blaterato da Dotakon domenica, 21 gennaio 2007,ore 12:13

Sigla:




Benvenuti alla prima puntata de "Il fantastico mondo di Dwarp", un viaggio attraverso la scienza, la storia e il mito alla ricerca della verità e se non proprio di quella di qualcosa che gli somigli purchè non la si guardi troppo da vicino.
Oggi parleremo de:

Gli eGgizZi.
 
Gli EgGiZzi erano un popolo che abitava nell’antico EgGiTto.
Da quanto ci è dato sapere ci abitano tuttora ma quelli di adesso sono molto meno interessanti.
Ogni anno, infatti, migliaia di turisti si recano laggiù non per ammirare gli ultimi prodigi della tecnica e del progresso ma sassi e sabbia di millenni fa.
Gli EgGizZi ed i loro misteri.
Chi erano?
Che facevano?
Perché erano così magri e camminavano sempre di profilo?

Un fascino inesauribile che ha percorso la storia fino a giungere ai giorni nostri e che andremo a sondare in questa prima,favolosa,scoppiettante puntata de “Il fantastico mondo di Dwarp”.

La parola EgGiTto deriva da due termini dell’antico dotakoneide(lingua praticamente scomparsa): Eghì che significa “ammazza qui fa proprio caldo e non piove mai” e TToh un esclamazione che veniva utilizzata dagli antichi sacerdoti del culto del dio Marhihu-hol quando contadini scontenti si recavano al tempio per chiedere indietro le offerte fatte alla divinità.
L’esclamazione era spesso accompagnata da un gesto rituale e misterioso che consisteva nell appoggiare con forza il palmo della mano destra nell’incavo del braccio sinistro piegato e che stava più o meno a significare “non credo che la nostra amata divinità sia disposta a darvi indietro quanto ricevuto”

Quindi l’EgGiTto è la terra dove fa un gran caldo e tutto quello che puoi fare è attaccarti.

L’EgGiTto era governato dai Faraoni.

Narra la leggenda che discendessero tutti dall’uovo della grande dea pennuta Farah-ohn da cui ebbe origine il primo faraone della prima grande dinastia Francesco Amadori I.
Da antichi fumetti lasciatici dipinti sui muri, e che doveva essere molto difficile collezionare, possiamo farci più o meno un’idea su chi fossero questi grandi sovrani.
Magri magri, con le braccine lunghe lunghe,sempre di profilo,con in mano un paio di antenne delle vecchie tv in bianco e nero che tenevano incrociate sul petto e buffi copricapi in bilico sulla testa.
Già da questo possiamo intuire che gli EgGizZi furono precursori nel campo della scienza e della tecnica, spesso anche troppo.
Avevano già inventato l’antenna ma non avendo potuto inventare la tv non sapevano cosa farne e forse le tenevano incrociate sul petto per cercare di sintonizzarsi su qualcosa.
Gli eGgzZi avevano una scrittura molto semplice, che si basava su simboli e che per lo più conteneva avvertimenti.

Un occhio ed un leone?

Il classico attenti al cane.

Un occhio e due barrette sovrapposte?

Venite a dare un occhiata alle nostre salsicce!!!

Un occhio più un ibis?
Voleva dire di fare attenzione agli spigoli contro cui si sarebbero potuti sbattere i genitali.

Gli EgGizi avevano un pantheon composto da moltissime divinità
Iside,Osiride,Toth,Anubi,Franco Baresi,Goldrake solo per citarne alcuni.

Purtroppo del culto degli ultimi due non ci è pervenuto nulla.

Una delle divinità più conosciute è sicuramente Anubi.

Di solito veniva raffigurato come un uomo con la testa di cane.
E’una divinità dai grandi poteri,l’unica  che può vantare di essere la miglior amica di se stessa.

Ma l’antico EgGiTto ci ha lasciato molto più di questo.

Non appena il nostro pensiero va a questa terra così ricca di storia,due sono le cose che ci vengono subito in mente: le piramidi e la sfinge.

In questa prima puntata de “il fantastico mondo di Dwarp” sveleremo finalmente i misteri che si celano dietro ognuna di esse.

Restate con noi.
 

La piramidi sono degli edifici a forma di piramide (appunto) che sorgono in mezzo al deserto.
Per anni ci si è interrogati sul significato di queste costruzioni.

Come le hanno costruite?

Ma perché farle a punta?
Ma non era più semplice costruire dei lunghi parallelepipedi?

Il loro scopo era veramente quello di seppellirci la gente?

Tutta quella fatica per ficcarci dentro una salma?

In realtà le ultime ricerche,e il ritrovamento della famosa “stele di MariaConcetta”, hanno dimostrato che l’idea “piramide” gli eGgiZzi l’hanno ereditata da un popolo più antico di loro (di cui purtroppo non è rimasta quasi traccia),più evoluto di loro e che le usava per tutt altro scopo.
Sei in mezzo al deserto.

Stai camminando da ore sotto ad un sole cocente.

Qual è la cosa che puoi desiderare di più in una situazione del genere?

Esatto, un gelato.

Le piramidi non erano altro che delle antichissime gelaterie.

La loro forma è inequivocabile, come pure il loro messaggio: un cono rovesciato in mezzo al deserto.
Più semplice di così.
Purtroppo gli eGgizZi degli albori sterminarono gli inventori del gelato (un popolo mansueto che viveva solo di quello e della fabbricazione di cialde), riadattando quelle costruzioni a loro piacimento e facendoci aspettare poi millenni per gustare di nuovo qualcosa di rinfrescante nelle torride giornate estive.
Ah, gli egGizZi…che popolo sconsiderato.
La scoperta più curiosa,e che ha avuto grosse ripercussioni sullo sviluppo della mentalità egGizZia, è che nelle sale dove poi decisero di custodire i sarcofagi dei loro defunti un tempo era contenuto il lungo frigo dei gelati preconfezionati ma, al tempo dello sterminio,capitava spesso che i soldati trovassero nascosti in esso gelatai del popolo mansueto che, intorpiditi dal freddo, sembravano morti che,una volta aperto il frigo, piano piano tornavano alla vita.

Questo dimostra in maniera inequivocabile come tutta la spiritualità e l’idea della vita e della morte del popolo eGgizZio si basi in realtà su un antichissimo e banalissimo equivoco.
 
La sfinge è una grande statua eretta nella piana di Giza che raffigura un essere dal corpo leonino,testa umana e naso rotto.
Per lunghi anni numerosi studiosi si sono affannati cercando di svelare l’arcano che si celava dietro questa monumentale opera.
E’un essere mitologico?
Rappresenta una costellazione?
E’lo scherzo di qualche artista burlone?
Chi gli ha rotto il naso?
Gli ultimi studi del professor Ciro Hoenzollern ( autore tra l’altro di testi fondamentali quali “Tra il lusco e il brusco io studio l’etrusco”, “L’isola di Pasqua e le teste con dentro la sorpresina”,”Palle di pelle di pollo, sulle tracce della leggenda” e “I Maya, il popolo che adorava l’ape” ) hanno messo la parola fine a questa lunga ricerca.

Secondo la teoria del prof. Hoenzollern non c’era tanto da starsi a scervellare,la risposta è sempre stata sotto gli occhi di tutti per tutto questo tempo: bastava fermarsi a pensare.

Partendo dal presupposto che il naso della sfinge sia sempre stato così e che gli antichi eGgiZzi si esprimevano con un linguaggio semplice fatto di simboli (come accennato in precedenza) al professore non è bastato altro che fare uno più uno.
Testa umana – corpo di leone – naso rotto.
Uomo – animale – malattia.
La sfinge in realtà non era altro che un ambulatorio veterinario, ed era così grande perché, sorgendo in mezzo al deserto, non doveva essere affatto facile farsi notare da chi veniva da lontano.

La comunità scientifica ha accolto subito con plauso la teoria di Hoenzollern un po’ per la semplicità e l’eleganza della dimostrazione, un po’ perché ormai era stufa di sondare per anni ed anni lo stesso noiosissimo mistero.

 Termina qui la prima puntata de “Il fantastico mondo di dwarp”.

Un viaggio emozionante attraverso la storia,la scienza, la geografia e l’educazione fisica.

 
Restate sintonizzati.
 

Alla risoluzione del prossimo affascinante, imperscrutabile, indistricabile, misteriosissimo mistero. ^^

 
That’s all folks.

Sigla di chiusura:
 


Fine.
Permalink | commenti (7) | commenti (7)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, vita, diario, storie, piramidi, sfinge, radioblò, fantastico mondo di dwarp, eggizzi




blaterato da Dotakon domenica, 21 gennaio 2007,ore 00:29

Ero al telefono con un mio amico prendendo accordi per il fine settimana
imminente.

Lei girolava per casa con indosso una magliettaccia lunga , le snelle gambe
nude, leggera ed allegra tutta intenta nel suo costante rovistare,
spostare, toccacciare e canticchiare allegramente:

"Icaro qua...Icaro là...Icaro su...Icaro giù!"

Io la guardavo e sorridevo rapito, l'orecchio teso alla voce amica sempre più
flebile e lontana, insignificante innanzi a quello spettacolo meraviglioso che
assorbiva tutta la mia attenzione.

"Ma mi ascolti??"

"S-si ...si...scusa!"

Poche parole ancora, ancora qualche dettaglio da definire per un altro week-end
di carta carbone.

E lei intanto:

"Icaro qua ....Icaro là......Icaro su...Icaro giù!"

Riagganciai la cornetta e ancora sorridendo rimasi a gustarmi un po' la scena.
Canticchiare, spostare, rovistare , toccacciare.

Decisi di turbare quell'equilibrio:

"Guarda che era Figaro......"

Non si fermò nemmeno, continuò la sua grande opera eplorativa concedendomi solo
un distratto:

"Ah si?!......E che voleva?"

 

 

Cose così, che ogni tanto tornano a bussare.

Passano leggere dietro ai vetri mentre fuori si fa sera..

...mi lasciano un sorriso malinconico e il profumo di un passato che non posso più toccare.

 

Tu non lo saprai mai…

…ma ogni tanto mi manchi.

 

 

PS: per alcuni termini usati mi toccherà pagare i diritti a Tiziano Sclavi (un genio). ^^


 



Riccardo Cocciante - "Amano a mano"
Permalink | commenti (1) | commenti (1)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, ricordi, vita, diario, storie, radioblò




blaterato da Dotakon martedì, 16 gennaio 2007,ore 19:47




La canzone del giorno è:

"Hold on"

delle Wilson Phillips.

Oh, le figlie dei Beach Boys....mica cavoli. ^^

Oggi ho deciso.
Sarò sintetico.
Più o meno.
Vi delizierò con un ameno post dall'emblematico titolo di:


Magic Moments

sottotitolo:

(tre episodi imbarazzanti della vita dello zio Dotakon da discutere alla moviola)


Episodio I : La canzone del sole

Estate 1995.
Sardegna.
Camping Isuledda.
Festa di ferragosto.
Dopo aver dribblato magistralmente per tutta la mattina un nugolo di animatori indemoniati che cercava di coinvolgere me e la mia combriccola in una serie di giochini da spiaggia della serie "Incontro annuale dei decerebrati privi di una qualsiasi forma di fantasia" cado miseramente in trappola.
Una serie di gnocche da cardiopalma viene inviata alle nostre tende per cercare di convincerci a partecipare almeno allo spettacolino previsto per la sera.
Alla sola vista di quelle portatrici sane di feromoni alcuni di noi regrediscono alle prime fasi della pubertà e cominciano a brindare con calici colmi di Topexan, altri non trovando parole adatte a descrivere il momento magico decidono di ficcare la testa sotto la sabbia e fingersi degli struzzi, altri ancora ascoltano attentamente le parole delle leggiadre pulzelle senza proferir verbo,fissandole negli occhi, e  cercando di mettere in pratica anni di allenamento all'ipnosi e alla telepatia ( "dammela!! adesso!!! ho detto dammela!!!" ).
Decidiamo di mandare almeno uno di noi in rappresentanza per non sembrare proprio asociali.
Tiriamo a sorte.
Non sono mai stato fortunato nei giochi.
No, non nel senso che non vinco...
è che vinco solo quando sarebbe molto più conveniente perdere.
Dissolvenza.
Sera.
Mi ritrovo su un palcoscenico (palco-osceno sarebbe più appropriato) improvvisato davanti a tutto il campeggio accorso lì per l'occasione, vestito di colori sgargianti e agghindato come un Hawaiano alla tredicesima bottiglia di tequila a cantare a squarciagola "La canzone del sole"...si quella di Battisti.
Il pubblico è in delirio.
Non riesce a fermare le lacrime.
Ride ride ride ride e sembra non riuscire più a prendere fiato.
Come?
No, non che la cantassi poi così male...
è che dietro a me, tutto intento ad interpretare questo pezzo di storia della musica italiana, c'era un perfetto sconosciuto vestito da Tafazzi che scaricava tutta la sua allegria zompettando in giro per il palco prendendosi a bottigliate sui genitali.



Il mitico Tafazzi ( da allora il mio incubo ricorrente)


Alla fine il pubblico ha addirittura chiesto il bis a gran voce...
A Tafazzi, ovvio.


Ancora oggi qualcuno mi deride.




EPISODIO II: Maledetta Pizzeria


Piccolo passo indietro.
Dicembre 1994.
Freddo.
Ho lasciato gli amici con la scusa di un mal di testa e sono qui.
In macchina,tutto imbacuccato e  parcheggiato in bella vista davanti ad una pizzeria all'ora di chiusura.
Mi hanno detto che da un po' di tempo lei lavora qui.
La aspetto.
Dobbiamo parlare.
Forse è tempo di rivedere alcune decisioni, non è mai tardi per tornare indietro e poi lasciarci così dopo quattro anni...
Lei mi cerca, continua a telefonarmi,la madre mi dice sia inconsolabile.
La porta è socchiusa, metti l'orgoglio sotto i piedi,dagli uno spintone e spalancala.
Aspetto.
Aspetto.
Passano minuti.
Aspetto.
E i minuti partoriscono un ora.
Aspetto ancora un po'.
Si avvicina qualcuno.
No, non è lei.
Questo è basso,tarchiato e ha la barba....no, non è proprio il mio tipo.
Mi bussa sul vetro.
Forse davo troppo nell occhio parcheggiato così.
Certo che pure lui non è che abbia una faccia proprio rassicurante.
"Aspetti qualcuno?"
"Si, aspetto una ragazza....lavora lì"
"Mmmmhh...la pizzeria è mia...chi aspetti?"
"Ehmm...non sono mica un maniaco....aspetto V."
"Ah. Ma che per caso sei D.?"
"Eh"
"mmmh...brutto affare....gira al largo se non vuoi problemi...V. è la fidanzata di mio nipote già da qualche tempo".

O___O

Minchia! All'anima dell "essere inconsolabile"

Poi c'è il vuoto.
E dopo il vuoto il grottesco.

Non so come e non so quando si materializzano insieme a noi sul marciapiede tutti i dipendenti della pizzeria, V,la madre,il nuovo ragazzo,le sorelle di questo e parte la scena madre da tragedia napoletana.
Chi urla, chi piange,chi strepita,chi cerca di placare gli animi che è tardi, chi inveisce contro la gente affacciata alle finestre.

"Te l'avevo detto di dirglielo..."

"Se sali su quella macchina con lui ti faccio vedere io..."

"Ma come ti è venuto in mente..."

Io immobile,con gli occhi sgranati e niente da dire sulle labbra.
In una frazione di secondo si è scatenato l'inferno.
Tutti che urlano uno con l'altro.
La cosa buffa è che nessuno se la prende con me.
Secondo me mi vedono un po' come parte lesa.
Lo spettacolino va avanti ancora un po
Non le sopporto proprio queste scenate.
Quando proprio non ne posso più:
"Posso dire solo una cosa?"
Tutti ammutoliscono e si girano verso di me aspettando chi sa quale rivelazione o chissà quale pretesto per venire alle mani.
Prendo un respiro.
Uno di quelli grossi.
"Sapete che vi dico? M'è venuto sonno. Buonanotte"
Salgo in macchina e vado via.
Lì vedo nel retrovisore ancora lì che mi guardano imbambolati e scompaio per sempre in quel Dicembre 1994.
Il dolore sarà grande,inutile affermare il contrario.più per la presa per il culo che per altro...
Non credo di essermela meritata.

Ma non potevo andarmi a prendere un tramezzino con gli altri quella sera?



EPISODIO III: Medici alle grandi manovre

III° Liceo.
Mia madre è paranoica.
Ha deciso che deve controllare se lo sviluppo procede bene e se le sue fasi si susseguono tutte nell'ordine giusto.
Non so nemmeno da dove le vengano queste idee, ma so per certo che non ci sarà verso di farla desistere.
Mi metto l'anima in pace.
Dopo una serie di esami più o meno inutili arriva il momento della temutissima visita andrologica dove verrò esaminato e misurato in posti che vorrei condividere solo con chi dico io.
Ci rechiamo all'ospedale e, svolte le consuete pratiche burocratiche, ci mettiamo seduti buoni buoni ad aspettare che venga finalmente  il nostro turno.
Mia madre parla del più e del meno con le persone in fila con noi.
Io in testa ho un solo pensiero:
"Ti prego...fa che il medico sia un uomo"
Dio c'è.
Tra un paziente e l'altro butto un occhio verso la porta e da uno spiraglio vedo che ad accogliermi ci sarà un austero signore brizzolato con camice e tutti i crismi del caso.
Bene.
Perfetto.
Passiamo alla fase 2: evitiamo figure di merda.
Un braccio teso in segno di saluto è educazione...qualcos altro no.
Pensa a cose tristi. Pensa a cose tristi. Pensa a cose tristi.
Sono lì rigido,trattengo il respiro, lo sguardo perso nel vuoto e una concentrazione tale da poter sollevare l'intera struttura con la sola forza del pensiero.
Mia madre ridacchia e mi dice di stare tranquillo.
Non ti distrarre: pensa a cose tristi,pensa a cose tristi,pensa a cose tristi.
E come per magia parte nella mia testa una carrellata delle migliori scene di film porno visionate dalle   scuole medie fino a quel momento con un montaggio degno della serata della consegna degli Oscar.
NOOOOO...CHE FAI???!!!!
Pensa a cose tristi...pensa a cose tristi...pensa a cose tristiiiiiiiii cazzoooooooo
Ora non ci sono più solo le scene ma variazioni sul tema e brani tratti dall "enciclopedia universale delle perversioni" de Agostini.
AAAAAARGGGH
Devo  assolutamente fare qualcosa.
Continuo a ripetermi il mantra delle cose tristi e cerco di distrarmi in qualche modo: cavolo siamo in un ospedale....ci sarà sicuramente qualcosa.
La salvezza giunge ai miei occhi sotto forma di reparto di neonatologia lì adiacente dove mi metto per un po' a fissare dai vetri i bambini prematuri.
Uffffff....la calma è ristabilita.
Lì in basso tutto tranquillo.
Sono salvo.
Arriva il nostro turno.

Dio c'è, dicevo, ed io sono il suo buffone di corte.

Mi accingo ad entrare tranquillo, baldanzoso e con un sorrisetto amichevole sul viso.
Sorriso che mi si gela sul volto in una smorfia di dolore quando, aprendo completamente la porta, scopro che l'austero medico non è solo in ambulatorio ma è coadiuvato nelle sue operazioni da sei...e dico sei...giovanissime specializzande sorridenti.
Vorrei morire.
Sono diventato il trofeo delle amazzoni.
Ed è in questo modo che ho imparato un' amarissima lezione.
L'organo genitale maschile, in alcune situazioni, può diventare retrattile. ^^

Magari era meglio continuare a pensare ai film porno....chissà. ^__^



Non sono riuscito ad essere sintetico.
Vabbè tanto ci siete abituati no? ^^

That's all folks

Stay Tuned


"Alla porta di chi ride, fortuna giunge"

( proverbio giapponese )
Permalink | commenti (6) | commenti (6)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, vita, diario, storie, magic moments, imbarazzo, musica della sera, radioblò




blaterato da Dotakon sabato, 13 gennaio 2007,ore 13:26





"La marcia di protesta della frutta"

Enrico Montesano


Perchè è bello ogni tanto tornare bambini.


Sabato casalingo da piaga da decubito.
Nemmeno la bella giornata che fa l'occhiolino dalle finestre riesce a convincermi a mettere piede fuori di casa stamattina.
Nemmeno l'idea del giro della morte con E.(sempre lui), nemmeno la possibilità di un nuovo assalto alla gothic-commessa del negozio di fumetti...
Oggi sono pigro...
Come, come al solito?
Nooo, oggi di più. ^^

Settimana tranquilla.
Niente di rilevante.
Oh, che volete?Mica sono James Bond o Capitan Harlock!
Un po' mi preoccupa: che sia la solita quiete prima della tempesta?
Le giornate sono scivolate via lente come il passo stanco di quei grossi dinosauri dal collo lungo, monotone come una nenia cantata da beduini al tramonto nel deserto e noiose come un film qualsiasi di Nicholas Cage.

Piccola annotazione:
G. tra poco parte per 10 giorni...e dico 10...alle Maldive...e dico Maldive.
Ecco, non è tanto il fatto che lei sarà lì spaparanzata in costume su un atollo mentre io sarò inchiodato a lavorare nel freddo di Roma a farmi rosicare....e nemmeno il fatto che stia partendo con il suo nuovo ragazzo...ci mancherebbe..
Ma...ma....
Cacchio...prima,quando eravamo ancora "noi",di questi viaggetti estemporanei non ce ne era nemmeno il surrogato di un'ombra.
E ri-Cacchio...siamo stati cinque anni a marcire su un divano,a guardare DVD,circondati da animali che andavano dal gatto al serpente con stampata in volto la tipica espressione da giovane decadente e preromantico "anche il respirare mi risulta alquanto noioso"...ed ora?
Ora ti dai alla bella vita???!!! O__O
Eh no bella!!!
Per coerenza adesso al massimo puoi spingerti fino a Ladispoli!!! (amena località balneare nelle vicinanze della capitale...più che un ridente paesino, un paesino irriso).

^__^...tsk! ma dimmi te!

Mi ci vorrebbe proprio un viaggetto.
Ma credo che sia più probabile che riesca ad inventare il macchinario del moto perpetuo utilizzando una scorza di limone,due stuzzicadenti,un deodorante stick e una calamita per pulire l'acquario piuttosto che la mia azienda mi conceda delle ferie....
Vabbè...
Continuerò a guardare l'orizzonte aspettando che quel puntino minuscolo ( vedi prossime ferie) si faccia sempre più prossimo e poi qualcosa mi inventerò.
Intanto mi trastullerò nell'idea di un "fine settimana benessere" in qualche ridente località termale nelle vicinanze
Non chiedetemi perchè ma è un po' di tempo che questa cosa mi frulla in testa.
I casi sono due:
O ho davvero bisogno di staccare la spina almeno per un paio di giorni, o sto diventando gay. ^^
Vi terrò aggiornati.
Un giorno al posto del caro buon vecchio zio Dotakon potreste trovarvi a leggere la pagina della posta della cara zia Samantha ^^

Ok.
Vi sto annoiando più del solito.
L'avete voluto voi.


"Abat shannar meta afakka melu, sodinaji moshiba vinnu akapsha lecho"

Non vi spaventate...
è solo la classica formula per evocare il classico cilindro.






Eccolo qui davanti ai vostri occhi in tutta la sua magnificenza!

Tremate!

Inorridite!

Fate un po' quello che vi pare!


"Allora cilindro,benvenuto...come va?Che ci racconti di bello?"
.......

"Eh? Parla più forte..."

........

"Grifondoro?....
ma che ti sei montato la testa?  -____-°
Lasciamo perdere va....fammi vedere se c'è qualcosa di buono da poter dare in pasto ai miei tre/quattro piccoli lettori"

Fruga fruga fruga...
Ravana ravana ravana...
Rovista rovista rovista...

Ah, ecco!
Bingo!
Eureka!
Yatta!
Aulìulètulilemblemblum!

Mi riciclo.... ^^
Era davvero tanto che non lo facevo.

Del resto l'avevo detto che oggi ero più pigro del solito!
Ma ci pensate a che dispendio di energie ci vuole solo per fare un copia e incolla?

^__^

Si va allora.
Ecco a voi il miniracconto pseudohorror dal titolo:



Figlio della notte


sottotitolo:

quando non c'avevo proprio un cacchio da fare


Mentre i colori della città dissolvono dal rosso al nero, apro gli occhi nuovamente sul mondo per respirare finalmente un'altra notte.
Mi levo dal mio giaciglio, pallido e confuso...la mia pelle è da tempo
immemore che non conosce la luce del sole.
Scivolo silenzioso come un'ombra verso la finestra e, attraverso le persiane,
spio...
spio il mondo nei suoi ultimi movimenti: l' urlo delle serrande che fracassano a terra, il passo frettoloso di chi si spinge alla sua dimora, le imposte che si serrano per respingere l'oscurità che avanza.
Luci tremolanti di televisori infondono vita spettrale a qualche finestra...
sospiro nel vedere un ultimo spicchio di sole rosso sangue tramontare tra due palazzi.
Tutto questo mi è negato.
Sono figlio della notte.
Pronto nuovamente a gettarmi tra le braccia dell'oscura madre.
La mia vestizione è un rito che potrei compiere ad occhi chiusi...pezzo dopopezzo...indumento dopo indumento...
il mio rito notturno....
si prepara lo sposo della notte...
sono pronto, il buio mi attende....
non lo faccio aspettare.
La strada è vuota e silenziosa, fredde luci di lampioni illuminano in oasi il nero ad intervalli regolari.
Respiro aria fredda che mi inebria e inizio....
di strada in strada
di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
Il rumore dei miei passi è il mio solo compagno.
La mia ombra disegnata sopra i muri la mia sola amica.
Solo...
sono il padrone della città....
scivolo di strada in strada
di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
per compiere la mia missione.
Ignari dormite al sicuro nei vostri letti
ed io vago,
vicino,
molto vicino,
potrei sfiorarvi
e non ve ne accorgereste.
Procedo ancora
di strada in strada

di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
e all'improvviso.......
una coppia,
abbracciata,
viene verso di me.
Cerco di fuggire il loro sguardo, forse faccio in tempo a infilarmi in quel vicolo...
no...maledizione...lui mi ha visto....sgrana gli occhi....poi li riduce a due sottili fessure....mi ha riconosciuto...ha scavato nella sua memoria ...e mi ha trovato...sa chi sono...pensava fossi il frutto di leggende....pensava fossi solo l'allegoria di un remoto passato...il parto di qualche assurda ed insana mitologia...
e invece sono qui...
davanti ai suoi occhi..
perchè nonostante tutto io esisto..
nonostante io sia figlio della notte....
silenzioso vago...
di strada in strada
di incrocio in incrocio
di lampione in lampione
perchè io sono


il metronotte!



Brrrr.....
Che pauraaaaa!!!  ^__^

E così anche questo post volge al termine, anche oggi siamo riusciti a spingerci fin là dove nessuna noia è mai giunta prima.

Non mi resta che augurarvi un buon fine settimana...e mi raccomando fate attenzione quando rincasate tranquilli a notte fonda... non si sa mai chi potreste incontrare.^^

That' all folks

"I giorni vengono distinti fra loro,
ma la notte ha un unico nome".


( Elias Canetti )
Permalink | commenti (5) | commenti (5)(popup)
categoria : pensieri, riflessioni, vita, diario, storie, musica della sera, radioblò, cilindro del delirio, figlio della notte




blaterato da Dotakon martedì, 09 gennaio 2007,ore 21:26





La canzone del giorno è:

"Birdhouse in your soul"

           
dei

They Might Be Giants


Immensi...mi piacciono davvero troppo. ^___^


Il piatto del giorno, invece, è una piccola poesia:


Avessi le tue mani
qui vicino a me
per stringerle sul petto
e averle sempre accanto a me.
Avessi le tue mani
io non le lascerei
e le linee del tuo palmo
con i miei occhi sfiorerei.
Il profumo delle dita
il colore dello smalto
sarebbe per me vita
sarebbero rimpianto.
Con le labbra una carezza
lieve e dolce poggerei
e le dita tra le dita
forte forte stringerei.
Le conosco ormai a memoria
e lo stesso le vorrei
ma non posso
te lo giuro
se potessi
lo farei.
Avessi le tue mani
le avessi adesso qui
la polizia saprebbe subito
chi ti ha uccisa Giovedì.

©Dotakon


^___^ no, non sono un serial killer....giuro!          
Oggi è andata così...
...domani chissà.

That's all folks!

Stay Tuned

"Wendy! Sono a casa!"

( Jack Torrance - Shining )
Permalink | commenti (7) | commenti (7)(popup)
categoria : pensieri, poesia, vita, diario, musica della sera, radioblò