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blaterato da Dotakon sabato, 30 settembre 2006,ore 17:48

"Muñeca de trapo"
La Oreja de Van Gogh.
Disperata e facile al punto giusto.

Ieri il Pc non ne voleva proprio sapere di ripartire.
Si è incaponito fino ad adesso e poi, come per magia, pufff rifunziona.
Non ne capisco molto, ma per me resta stregoneria.
Secondo me è senziente ed era solo stanco.
Ma dimmi te, pure il computer con gli sbalzi d'umore.

Non che la giornata di ieri porti con se chissà quale sconvolgimento.
L'asse terrestre è sempre alla solita inclinazione, non è arrivata nessuna improvvisa glaciazione, gli extraterrestri continuano ad osservarci di nascosto,il mondo gira sempre nello stesso verso, la luna mostra sempre la stessa faccia di umori crescenti e calanti etc etc
Una delle poche cose "sensazionali" da annoverare è che finalmente sono andato a fare la spesa.
Il mio frigo era passato da un grado di vuoto che permetteva di gridarci dentro e sentire una simpatica eco ad uno più elevato in cui si rischiava, aprendo lo sportello, di essere risucchiati dentro per differenza di pressione.
Due tristissimi limoni in fase terminale imploravano per un po' di compagnia e quindi mi sono mosso a pietà ed ho deciso di compiere questo piccolo passo per l'uomo, un grande passo per la mia alimentazione.
Forse era pure ora di smetterla di mangiare cose in busta o in lattina.
Che poi rappresentano la percentuale maggiore di cibarie da me comprate.
Evabbè, sono pigro.
Sono ad un bivio:
O continuo a nutrirmi così male o cerco in ogni modo di sposarmi.
Ho comprato un numero di lattine e buste tale che ci si potrebbe costruire  una nuova torre di Babele.
Credo che questo possa bastare come risposta .^^
Meno male  che ogni tanto mi viene in soccorso il buon E.(sempre lui).
Telefonatina pomeridiana.
Una parola lui.
Una parola io.
"Ollare?"
"Ollare!!".
Era un po' troppo che non facevamo una delle nostre cenette cucinate sulla pietra.
Ci voleva proprio un revival.
Ovviamente carne e vino rosso sono requisisti minimi fondamentali.
Ho incaricato il  caro E. di fare la spesa, visto che stavo lavorando e ne avrei avuto per tutto il pomeriggio, ma mai errore più insano fu compiuto da esponenti della razza umana.
Dovevo intuirlo dalla voce che il suo spirito era più che battagliero.
Ho praticamente decretato la morte del mio apparato digerente con questo gesto, come se avessi deciso di fare una rissa con i cenobiti di Hellraiser armato di un cottonfioc.
Per la cronaca E. è un tipo che più che invitarlo a cena conviene farlo sposare...
...divorziare e risposare di nuovo.
E' senza fondo.
Ingoia tutto quello che ha davanti con una voracità che è un piacere guardare.
Da soddisfazione mangiare con uno così.^^
Spesso ho paura che possa passare allo stadio evolutivo successivo e cominciare a risucchiare anche la luce come un buco nero o trasformarsi in Galactus il divoratore di mondi.Vabbè, in tal caso io sarei il suo degno araldo.
Plana a casa mia verso le 19:00.
Citofona e mi affaccio.
Una busta per mano.
Il mio senso di ragno pizzica.
Lo sento salire le scale.
Incrocia mio fratello .
Non capisco bene cosa si dicono ma afferro chiaramente un "ommadonna".
Il mio senso di ragno canta l'Aida.
Bussa alla porta.
Apro.
Il suo sguardo fa diventare il film l 'Esorcista una puntata degli Snorky.
"Scusa ma che cacchio hai comprato???"
Pausa studiata.
Ghigno ad un lato della bocca.
"Al mio segnale, scatenate l'inferno".
Il mio senso di ragno suona un pezzo dei Pantera.
Ora non sto qui a fare la lista di tutto quello che contenevano quelle due buste di Mary Poppins ma vi dico solo che c'era carne,carne, carne e ancora carne.
Di ogni animale commestibile.
Dal maiale al dodo.
La povera pietra ollare portava su di se una montagna di "ciccia" sfrigolante che al confronto la fatica di Atlante che regge sulle spalle il mondo è una partita a campo fiorito.
Alla fine ho dovuto congelare qualcosa perchè era davvero impossibile consumare tutto.
Stavo per esplodere.
Era come se i Gremlins si stessero replicando all'impazzata dentro di me.
Anche respirare diventava un'opzione.
Il tutto è stato accompagnato da un ottima bottiglia di Barbaresco a cui abbiamo tirato il collo come i veri esperti di vini non devono assolutamente fare.
Non siamo dei fighetti che badano al colore rubino e al retrogusto di ciliegio,cannella e tabacco dell Himalaya.
Siamo animali quando si tratta delle nostre cenette a due.
A noi piace che vada giù come un ottovolante impazzito e poi risalga per prenderci a schiaffoni.
Diciamo che è una cosa che ci riesce la maggior parte delle volte.

Due idee geniali di E.

La prima: versare sulla pietra una quantità di grappa di riso cinese da sterilizzare l'intera popolazione del paese del sol levante.
Fiamme alte un metro.
Più che un flambè, l'inferno di cristallo.
Lui che piano piano cerca di spengere il tutto con un tovagliolo di carta, che ovviamente prende fuoco anche lui per simpatia, accompagnando il tutto con la sua massima
"Con il fuoco l'unica cosa che serve è la calma"
"Si, bravo....sarà proprio quella a ridurre in cenere casa mia".

La seconda: ciucciarsi una bottiglia di Mirto.
Dopo un po' eravamo qui nello studio, io a combattere con il Pc che aveva esalato l'ultimo respiro con le facolta mentali azzerate , lui sdraiato a terra che rantolava e rideva.
Un quadretto non proprio istruttivo.

"Hai letto il mio ultimo libro: sconfiggere l'anoressia?"
"No E.......tu te lo sei mangiato il libro sconfiggere l'anoressia"
Cose così.
Stupide e meravigliose.

Si fa tardi.
Sabato mattina devo lavorare.... ancora che palle!!!
E. si appresta ad andare via.
Ha il passo fermo e sicuro del marinaio ubriaco sulla nave in piena tempesta del secolo.
Cerco di convincerlo a mandarmi un messaggio quando è al sicuro.
"Non sono mica la tua ragazza....e poi guarda sto bene"
E barcolla.
"Ma se barcolli..."
Silenzio.
Quel ghigno che conosco bene.
"Non sto barcollando...è l'imitazione di Jack Sparrow"

Il sonno si mangia il mondo.
Il silenzio cade sulla casa come un sudario.
Sulla tavola un campo di battaglia.
Sistemerò tutto domani.

Titoli di coda.

Dissolvenza.

Ed è già oggi.

Mezza giornata di lavoro.
Sempre all'albergo Legoland.
Sempre con il demone dell'apocalisse a farmi compagnia.
Oggi però è tranquillo e sembra addirittura soddisfatto del numero di presenze.
Ho lo stomaco che invoca l'eutanasia.
Lo sguardo spento

Sarebbe tutto monotono e scontato.

Se non che ad un certo punto mi batte il cuore.

E'carina, matta,canta disegna e chissà che altro.
Mi rapisce la sua autoironia.
Lei fa un disegno per me.
Io faccio un disegno per lei. (io che disegno male pure l'omino per giocare all'impiccato)
Mi sento impacciato.
Le siedo vicino, lo sguardo incollato sul foglio.
Le parlo e non la guardo.
Mi sento stupido.

E' tutto troppo breve.
Il fiume della vita se la trascina via che sto ancora lì a pensarci.

Mah.

Non saprà mai che ha lasciato un segno.
Per quanto lieve e fugace.

Il disegno l'ho appeso qui.
C'è pure la dedica.
Lo guardo e sorrido.

Un'altra piccola gioia effimera.
E' già qualcosa.
Mi tengo stretta anche questa.

Rimane ancora un morso al giorno che lento scivola nella sera.

Molto probabilmente non farò niente benchè sia Sabato.
Ho deciso già anni fa che il Sabato è da evitare.
Troppo casino.
Minchia, sembro un vecchio di duecento anni.

Mi godrò un po' di cielo rosso.
Fisserò lo sguardo all'orizzonte per cercare di scorgere il punto da cui nasce la notte.
Vedrò le lucine stasera accendersi una ad una.
E sospirerò.
Come sempre.
Penserò a lei e al suo disegno, è scontato.
Rimarrà qui ancora per qualche giorno, mi conosco.

...E intanto aspetto.
Ma oggi mi piace farlo con un sorriso.
Del resto:


"Un giorno senza un sorriso è un giorno perso".

( Charlie Chaplin )


....un pensiero ad F., che oggi ha deciso di lasciarci.
Il dolore è stato grande per lui ed ora il resto tocca a noi.
Spero che qualsiasi cosà troverà lo possa far ridere come faceva un tempo.
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blaterato da Dotakon giovedì, 28 settembre 2006,ore 22:04





La canzone della sera è "I Believe I Can Fly" nella versione interpretata dai Me First and The Gimme Gimmes.
Certe volte si ha bisogno di cose semplici.
E poi è tutta un'altra cosa rispetto all'originale. ^^

Oddio detto così sembra l'almanacco del giorno dopo.
Potrei mettermi pure ad elencare il santo del giorno, a che ora sorgono e tramontano luna e sole e deliziarvi con qualche ricetta...ma preferisco risparmiarvi.
Anche perchè la mia arte culinaria ultimamente si esprime nell'aprire una scatoletta a caso.
Poca voglia di fare.
Mi sto nutrendo più per convenzione sociale che per altro.

Assente ingiustificato ieri.
E infatti non mi giustifico.
Ero talmente "blastato" per dirla alla E.(sempre lui), che equivarrebbe a sfatto dalla stanchezza, da non avere voglia di mettere mano alla tastiera e raccontare di un giorno uguale a quello precedente e identico a tutti quelli della settimana lavorativa.
Come oggi.
Giorni in carta carbone.
Questo sto vivendo adesso.
Spero solo di non macchiarmi troppo.
La rincorsa al fine settimana è l'unica bussola a tracciare la rotta.
Mi sembra di essere intrappolato in quel filmetto americano con Bill Murray dove un tizio ripeteva ossessivamente la stessa identica giornata alla ricerca del gesto che avrebbe spezzato il cerchio e permesso al tempo di scorrere di nuovo.
Io per ora non so che gesto devo fare.
Al massimo adesso come adesso sarebbe un gestaccio.

Continuo a consolarmi nel buon vecchio mal comune...etc etc
Incrocio colleghi svogliati,nervosi e mogi, vessati da pressioni aziendali, che portano negli occhi e nella voce la fiamma della rivolta ma nel corpo tutto la sottomissione dettata dalla famiglia,dai figli, dal mutuo.
Ci leggi dei "vaffanculo a tutto" in quegli occhi che, se solo avessero l'opportunità di esplodere, invertirebbero la gravità nel raggio di chilometri.
E' un periodaccio in questo settore, ma da quello che sento in giro un po' in tutti.
I colleghi cadono come mosche.
C'è già chi conta i superstiti in una triste parodia dei dieci piccoli indiani.
Siamo l'infame truppa degli sconfitti,attaccati con le unghie a quello che abbiamo senza nemmeno accorgerci di quanto sia piccolo.
Per quanto mi riguarda, la legge di Murphy ce l'ho nel DNA e quindi vivo con rassegnata tranquillità nervosa la mia "sindrome del guardiamarina Lynch".

Vedo sguardi attoniti.
Spiego va.
Per farla breve deriva da quello che succede in  Star Trek.^^
Troppo breve?
Vabbè.
Se ci fate caso spesso succede che devono teletrasportarsi su qualche pianeta sconosciuto e se l'equipaggio è composto, che so, da Picard, Data, Geordie La Forge (tutti personaggi fondamentali per la serie) e da quel povero cristo anonimo del guardiamarina Lynch....indovinate chi non rimetterà mai piede sull' Enterprise per raccontare com'era il pianeta?
Ecco, la sindrome del guardiamarina è un po' come un senso di predestinazione.
Di solito per qualcosa di brutto.
Non mi ricordo da dove viene questa cosa ma mi fa sorridere pensare a questo tizio scelto solo per essere usato come agnello sacrificale e diventare il Deus ex machina di qualche trama spesso banalotta.

Io sono il guardiamarina Lynch, e sono in missione su un pianeta pieno di mostri che si nutrono solo di gente con il grado di guardiamarina.

Saltando di palo in frasca (toh, pure il proverbio del giorno, mi toccherà davvero cambiare il titolo del blog)
Ho un odore addosso che non mi piace.
Devo ricordarmi di evitare in ogni modo, anche a costo della vita, che mia madre compri di nuovo del bagnoschiuma per me.
Bagnoschiuma al kiwi.
Ne avranno venduto uno in tutta la galassia.
Ed io adesso sembro una gigantesca Fruit Joy.

In realtà non avrei molto altro da dire.
Oddio, non ce l'avevo nemmeno quando ho cominciato però mi dispiaceva non scrivere nulla nemmeno oggi.

L'omino del sonno non mi sta tormentando per fortuna.
Tanto so dov'è ^^
E so già anche quando si rifarà vedere -__-

Il tono più o meno leggero del post è gentilmente offerto per compiacere Shimi a cui faccio pubblicamente i complimenti per il 30.

Ah, se dovessi morire nel sonno....non voglio essere cremato.
Voglio essere carammellato.

Dai,smettetela con gli scongiuri!! Era solo per appesantire un po' il post.
Parlare di morte fa sempre un certo effetto ^^
Magari domani..
...speriamo.^^.



"È possibile non commettere nessun errore e perdere lo stesso. Non è una debolezza, è solo la vita."

(Jean Luc Picard)

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blaterato da Dotakon mercoledì, 27 settembre 2006,ore 01:01

"Concerto grosso n°2"
New Trolls
Primo tempo - Vivace.
Adoro il vento all'origine di tutto.
Batteria,sintetizzatore,organo a fare da contrappunto agli archi che scandiscono il tempo inesorabilmente.


Metto piede fuori di casa che la giornata è ancora incerta se crogiolarsi ancora nel buio o esplodere finalmente nel miracolo quotidiano della luce.
E'  un orario improponibile.
A quest'ora posso incrociare al massimo qualche strega che ritorna dal  sabba ,vampiri che si ritirano nelle bare prima che gli strali del sole li tramutino in polvere o donnine di malaffare che staccano dal turno di lavoro.
Mi sento un po' come quelli che seguono ripetizioni di reti logiche o "nyarlathotepperie" di questo tipo  su "Consorzio Nettuno".
Nyarlathotep è il "Caos Strisciante" nel meraviglio pantheon creato da quella mente malata di Lovecraft.
Per me ed E.(sempre lui) è sinonimo di cosa stramba.
Non indagate.
Il parto malato di menti altrove.
Le strade sono deserte, procedo in bocca al sole che si proclama imperatore del mondo.
E' un ora insolita.
Licenziare momentaneamente l'omino del sonno sta dando i suoi frutti.
Il motivo aggiunto è che il demone dell'apocalisse ha scelto oggi come giorno in cui celebrare la propria vendetta.
Guido in una morbida trance seguendo traiettorie consuete e affidandomi alla memoria del mezzo.
Nemmeno supercar potrebbe tanto.
Sarà una giornate di merda.
Già me lo sento.
Sono un inguaribile ottimista.

Arrivo dove devo e siamo solo io e l'acqua gorgogliante di una fontana a dare testimonianza che ci sia vita sul pianeta terra.
Non è granchè come compagnia e come testimonianza.
Un non-morto e un paio di molecole di ossigeno ed idrogeno.
Già, speriamo che gli extraterrestri siano distratti in questo momento.

Assisto rapito al lento risveglio della città,alle sue voci che diventano sempre più forti, al brulicare di passi e traffici che si fa sempre più intenso.
E il miracolo arriva.
Inaspettato e gradito ancora di più in quanto tale.
Le mie maledizioni hanno avuto effetto.
Il demone è bloccato da un improvviso mal di schiena e non può raggiungermi.
Mi sento un po' il Baron Samedi del voodooo made in Italy.
Ma poi realizzo.
Mi sono svegliato in un orario per cui di solito si va a fughi...e per cosa????
E' già la seconda volta che mi biscotta in questo modo.
La prospettiva di non averlo tra i piedi però mi inebria talmente da spazzare via il sonno e concedermi forza nuova per affrontare la giornata.

Il lavoro procede con semplicità.
Non sembra nemmeno vero.
Mi sorge il dubbio che sia tutto un malefico piano architettato dal demone.
Incrocio colleghi che non vedo da un po' con cui prendo un numero di caffè tale  che a fine giornata vibrerò come un frullatore.

Pranzo con A. una collega.
Chiacchiere e poco altro.
Qualche scusa accampata per giustificare la mia assenza al suo compleanno.
Non ho voglia di vedere gente in questo periodo.
Figuriamoci chi nemmeno conosco.
Ma dirglielo mi sembra brutto e anche un po' pietoso.
Mentre mi parla e sembro attento a quanto dice rifletto che la malinconia di questi giorni porta con se in fondo un lato positivo: ho smesso di fare il carino, alcuni direbbero di provarci indiscriminatamente con chiunque, e sto al posto mio.
Non ho nè la forza nè la voglia di gettarmi in corteggiamenti fasulli.
Lo dicevo.
Sono un inguiaribile ottimista.

Non accade niente degno di nota nel pomeriggio.
Meglio questo che qualche tragedia da raccontare, no?
Incrocio di nuovo A.
E sto ancora al posto mio.
Sto diventando proprio un bravo ragazzo.
E...no, A. non è un mostro, meglio prevenire qulasiasi illazione.

Seratina pubbaiola con i soliti amichetti del liceo.
Sembra che ultimamente ci stiamo cercando con maggiore frequenza.
Forse è la sicurezza data da rapporti consolidati a spingerci a questo, un palliativo alla continua, affannosa ricerca di certezze.
E' un periodo comunque.
Ci perderemo di nuovo e di nuovo ci troveremo.
Per ora c'è in programma una cenetta a casa mia a base di porcherie tipiche della cucina romana e fiumi di vino.
Conteremo morti e feriti alla fine, già lo so.
Come antipasto comunque stasera, come sempre, sono un po' stonato.


Oggi ho sentito G., quasi dimenticavo.
Mi ha raccontato di aver sognato che le telefonavo ma il suo "accompagnatore" non le passava la telefonata perchè voleva lui parlare con me e sentire come stavo e quello che facevo.
Che voglia mettermi alla prova?
Che stia facendo uno dei suoi soliti e bislacchi test?
"Solo nei tuoi sogni tesoro...sia ben chiaro....solo nei tuoi sogni".
Questa è stata la mia risposta.
Sono stato messo al corrente che questo fine settimana andrà a Milano da lui.
Non ho fatto una piega e il mio cuore non ha perso nessun battito.
La prossima settimana ha deciso che verrà a cena da me.
Forse sarà il caso di affrontare l'argomento e ribadire qualche punto che non è chiaro.
Le donne in ascolto sono comunque pregate di dire se ci capiscono qualcosa.

Avrei voglia di dormire abbracciato a qualcuno stanotte.
E' forse la cosa che mi manca di più della quotidianità di un rapporto.
Condividere il tempo dei sogni e dei respiri profondi....


Sto stonato.
L'ho detto.
Non so nemmeno che è venuto fuori da questo post e se si è capito qualcosa.
Non ho nemmeno la voglia di rileggerlo, è più facile continuare a pigiare tasti così come viene. ^^

Vado a dissolvermi nel sonno.
Domani mattina spero solo di trovare un giusto compromesso tra l'omino e l'ora dei funghi.



"Lingue ardenti di fiamma invisibile imprimono il marchio dell'inferno sulla mia anima esausta".

( H.P.Lovecraft  - I cari estinti )

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blaterato da Dotakon lunedì, 25 settembre 2006,ore 19:59



"Out of my league" - Stephen Speaks

....Maledette canzoni d'amore.

Il cielo è di metallo oggi, affilato come un rasoio mi piomba dentro e taglia.
Senza sosta, senza tregua.
Taglia, taglia, taglia e poi ancora e ancora.
Mi porto a spasso il suo peso per tutta la giornata.
Esprime lui a suo modo quello che non so dire io.
Si scioglie in lacrime di pioggia che sembrano voler affogare il mondo.

Mi sorprendo più volte a guardare in alto e sospirare come se attendessi un miracolo, un angelo, un ufo, un segnale.
Guardo in su ed è come se mi guardassi dentro.
Non c'è spazio per i sorrisi oggi e chi mi conosce lo avverte subito.
E' come se un ringhio mi salisse da dentro, basso,cupo e minaccioso.
Non sono fusa oggi, è rabbia.
E' ridicolo.
Non so nemmeno con chi ce l'ho.
Il lavoro....
L'amore...
La vita....
...forse un po' con tutti.
Magari sono la reincarnazione di Garfield ed odio semplicemente i Lunedì.

La giornata è complicata.
Questo è un esempio di eufemismo.
Troppe cose da sistemare, nessuna voglia e un carico di responsabilità di cui farei volentieri a meno in questo momento.
Il nodo è strettissimo oggi.
Talmente stretto che mi blocca.
I fogli rimangono bianchi, i pensieri sono paludi salmastre, i gesti lenti e scontati.
E' come se una bolla crescesse qui, al centro del petto, sempre di più.
Aspetto solo il momento che esploda in un doloroso bigbang che darà vita ad un nuovo ciclo.
Aspetto.
E' quello che so fare meglio.
Aspettare.

E' il cielo.
Questo tempo e questo clima  da poesia preromantica, immoto e decadente, a confonderci il cuore e le idee.
Invisibili pollini di malinconia ci invadono i respiri.

Incontro P., una collega.
E' un po' che non ci incrociamo.
Scatta il consueto abbraccio.
Un saluto, niente di più.
Ma oggi ci soffermiamo un po' più a lungo.
In silenzio.
Non c'è bisogno di parole.
Io capisco.
Lei capisce.
Non c'è malizia, non ci sono secondi fini.
Oggi abbiamo tutti bisogno di un abbraccio.
Grazie P., unico raggio di sole ad impedire per un istante alla lama del cielo di ferirmi ancora.

Non sono il solo.
Non sono solo.
Questo un po' mi rincuora.
Siamo tutti alla ricerca di qualcosa: di braccia che ci stringano, labbra che ci sfiorino, parole che leniscano gli affanni, di una carezza prima di dormire, di una buona notte sussurrata nel buio, di un respiro con cui cullarsi e scivolare nei sogni, di un sorriso appena svegli.
E il ciclico ripetersi di queste piccole cose.
Di questo è fatta la vita.
Piccole cose.

Qualcuno parlava di accelerare il tempo.
Io vorrei solo poterlo fermare per sempre al mio prossimo sorriso.

.....Maledette canzoni d'amore.


"
Eterna risorge sempre la speranza,
come un fungo velenoso.
"

( Charles Bukowski )

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blaterato da Dotakon domenica, 24 settembre 2006,ore 23:09





Stasera scelgo "Struggle for pleasure" di Wim Mertens.
Per i meno attenti è la colonna sonora di una vecchia pubblicità della Merit Cup.

Oggi mi sento solo.
Sarà che ho passato tutta la domenica a vagare come un ectoplasma da una stanza ad un'altra senza nulla da fare.
Avrei voluto almeno un lenzuolo, che so, delle catene con cui far rumore....
E invece sono stato la parodia di uno di quegli spettri silenziosi ed invisibili che manifestano la loro presenza con improvvisi ed inspiegabili brividi lungo la schiena.
Nemmeno l'omino del sonno mi è stato benevolo.
Avrei voluto starmene a letto un po' di più, almeno fino alla comparsa delle prime piaghe da decubito...
E invece niente.
Sarebbe stato meglio, non è che abbia impiegato il tempo in chissà quali faccende
Ho letto.
Ascoltato musica.
Visto qualche anime.
Tentato di tutto per riempire questo vuoto ma il nodo in gola oggi si fa sentire più del solito.
La tregua degli ultimi giorni è stata un idillio troppo perfetto.

E. (il mio amico) mi aveva invitato a trascorrere la giornata ad un parco acquatico con tanto di spettacolini ameni con delfini,foche e tutto il baraccone di roba che nuota.
Ho preferito non andare.
Due motivi su tutto.
Il primo è che io e la fidanzata di E. non ci prendiamo molto.
Io non sopporto lei, lei non sopporta me.
Succede.
Non è un dramma.
Per fortuna io ed E. abbiamo le nostre occasioni per starcene insieme e lui non cerca di impormi per forza la sua presenza.
Secondo motivo: odio gli spettacoli con gli animali ammaestrati.
Foche che portano la palla sul naso, delfini che saltano ad ogni fischio, pappagalli colorati che guidano biciclettine.
Che tristezza. -___-
Non sto qui a fare la solita menata sugli animali che starebbero meglio liberi.
Sarebbe inutile e banale.
E poi io e G. per un periodo abbiamo avuto un vero e proprio zoo in casa con gatti,cavie,pappagalli,furetto e serpente.
No.
E' che proprio non sopporto la spersonalizzazione degli animali e la loro umanizzazione.
Il pappagallo vola....non guida biciclette.
La foca non dovrebbe nemmeno sapere cos'è una palla.
E così via.
Ogni animale ha delle caratteristiche peculiari e un proprio carattere.
Non capisco perchè snaturarli per compiacere la platea pagante.
Ai miei cani,per esempio, non ho insegnato nulla.
Sono dei casinari incredibili.
Non riportano una palla nemmeno a minacciarli di morte.
Ma almeno dimostrano un carattere che, per quanto confinati in un giardino, spero sia il loro.

La musica scorre fluida e malinconica e mi riempie.
Le mani inseguono i pensieri.
Difficile trovare spunti oggi nel nulla di una giornata che aspettava solo di finire.

Mi sento solo.
L'ho già detto.
Tutto qui.
Passerà.

Sarebbe piacevole persino vivere nell'attesa adesso.
L'attesa di incontrare di nuovo una persona.
Vivere una settimana solo perchè arrivi quel momento.
Ma non c'è nulla e nessuno che sappia farmi trepidare così ora.
Mi rintano tra le mie cose,mi lecco le ferite e cerco conforto nella familiarità di queste mura.
Ogni tanto vivo le mie situazioni effimere, senza porre basi, senza costruire nulla.
Sono un demiurgo di progetti malpensati.

La sto buttando sul patetico stasera.
Meglio piantarla.
Sarà pure sta musica. ^^

La serata si risolleva un po'.
Cena a due a casa di E. (sempre lui) al ritorno dal circo acquatico.
Cerca di convincermi di quanto sia bello e divertente il posto.
Gli ricordo che quando gioco con Miva e Melampo sono io a trasformarmi in uno di loro e non viceversa e che questo sia abbastanza indicativo su come la penso.
Per una frazione di secondo vedo passargli negli occhi l'immagine di me che mi ruzzolo a terra tra zampate e schiocchi di lingue.
Non insiste.
Espletiamo il nostro consueto rito pagano a base di bisteccone e Sagrantino di Montefalco.
L'atmosfera è distesa,ilare e alcolica come sempre con E.
Mi rilasso un po' e per qualche ora dimentico.


Non c'è molto altro da dire.
Ora sono qui.
Mertens pesta sui tasti ed io scrivo.


L'omino dei sogni è pregato di non farsi vedere prima di Venerdì prossimo.
Con lui intorno non riuscirò mai a prendere un ritmo decente.

Domani inizia un'altra settimana.
Speriamo che arrivi qualcosa che faccia rumore.


"Oggi il tabacco, domani il sesso .
Tra tre o quattro anni sarà proibito sorridere agli sconosciuti."

( Paul Auster - Smoke )

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blaterato da Dotakon domenica, 24 settembre 2006,ore 00:51





"Welcome to the black parade" dei My Chemical Romance a girare in loop in sottofondo.
E le parole prendono il sopravvento, in un rituale quotidiano che ha qualcosa di catartico, che è anche un po' il gusto di raccontarsi e di raccontare....
...le cose della vita, quello che succede qui intorno, confidando sempre in una comprensione virtuale.
Sperando tanto, in un sorriso.



Sveglia alle 7:00.
Cacchio, devo essere puntuale.
Vabbè ancora cinque minuti.
Cinque minutini soli.
Che sarà mai.
Tanto non devo andare lontano, il posto è qui vicino e ci devo stare alle 8:30.
Cinque minuti.
Giuro.
Solo cinque.
Riattivo le funzioni vitali e sono in piedi.

Ore 8:20.
Caaaazzo, cazzo,cazzo....nooooooo!!!!
Mi fiondo in bagno e improvviso una sintesi estrema delle abluzioni rituali mattutine.
Mi getto tra i vestiti scegliendo le prime cose che mi rimangono appiccicate addosso.

Prima telefonata.
Il demone dell'apocalisse che invoca a gran voce il nome della sua vittima sacrificale preferita.
"Sei già lì?"
La lingua è un nodo indistricabile.
Farfuglio una sfilza di consonanti a caso intervallate qua e là da qualche sporadica vocale.
Tana per Dotakon che la mattina dorme!!
Non ho nemmeno la prontezza di inventare una scusa plausibile.
Che so:
"Sono stato rapito dagli alieni"
"Sono stato rapito dai testimoni di Geova"
"Nicole Kidman è rimasta in panne proprio nella mia camera da letto"
"Sono stato travolto da una mandria di tori provenienti da Pamplona che, imboccata la via sbagliata, hanno valicato le alpi tentando una rievocazione storica della marcia di Annibale su Roma di elefantiana memoria"
Una cosa così insomma.
Niente.
Qualche "noooo" e qualche "siiiiii" con un tono di voce che già implorava pietà.
Tutto qua.

Arraffo al volo la borsa, chiavi, sigarette e cianfrusaglie varie e mi fiondo per le scale generando il caratteristico BANG di qualcosa che infrange il muro del suono.
Il portone.
Il cancello.

Seconda telefonata.
Il demone dell'apocalisse arrota i suoi artigli sulla lavagna della mia ansia e del mio senso di colpa.
"Mi raccomando, c'è già gente....la puntualità innanzi tutto!!!"
Si, stiamo un altro po' al telefono tanto...
Non so, vuoi raccontarmi anche la lacrimevole storia della tua vita, così, tanto per passare il tempo??

Guido come se fossi inseguito dalla morte.
Ringrazio di non avere richiesto un "flusso canalizzatore" come optional altrimenti mi sarei spostato già indietro nel tempo come in Ritorno al Futuro.
Le strade sono vuote, desolate.
L'unico imbecille sveglio stamattina sono io?
L'immagine dell'umanità intera sdraiata in un unico grande letto mi fa maledire tra i denti stretti questo Sabato lavorativo.

Arrivo.
L'albergo è un'oasi di squallidume in uno squallido nulla.
L'architettura a mattoncini rossi mi fa pensare che l'edificio sia opera del famigerato ingegner Lego.
Vorrei controllare di non essere un omino con un pirulino in testa e dei buchini sotto i piedi.
Ma non c'è tempo.
No.
Perchè....

Terza telefonta.
"Io sono già qui....tu dove sei?"
Entro dalla porta magica che si apre da sola sussurrando un "alohomora", come sempre quando mi trovo davanti ad una porta automatica (sono scemo , lo so) e con l'incedere del colpo di scena,con il cellulare ancora all'orecchio guardo il demone negli occhi e tra gli ansimi della fretta rispondo:
"Qui!".
Vorrei svenire come in un romanzo d'appendice.
Ma non sono una dama.
E non ho nemmeno l'abito adatto.

Cazziatone infinito.
Un po' per il ritardo un po' per motivi di gestione lavoro.
Parole,parole parole.....
Che dovrebbero colpirmi, ferirmi, scuotermi.
Ma in realtà da un po' ho scoperto che quando il demone è infuriato e svelena su di me tutto il suo astio io nelle orecchie sento gli Abba che cantano Dancing Queen.
Abbozzo un'aria contrita e colpevole, o  almeno ci provo.
In realtà non mi sento per niente in colpa.
Mi state rubando un Sabato, ringraziate  solo per il fatto che abbia trascinato
il mio bagaglio umano in questo posto dimeticato da Dio, dal tempo e dal buongusto.

Realizzo di essermela cavata con poco quando capisco che un mio collega, S., non è ancora arrivato e non è raggiungibile al telefono.
Tana per S.
Arriverà alle 10:00 passate...
Per un istante ho la nitida certezza che la sua testa sarà mozzata e usata come sputacchiera o sottovaso.
S. usa il figlio come scudo e un improbabilissimo incidente domestico che in realtà so essere accaduto più di una settimana fa come scusa.
Mio Dio.
Mi sono laureato solo per tornare alle medie, quando i cani erano ghiotti di quaderni di matematica e i parenti morivano come mosche.
Che tristezza....^^

Il demone ha altri impegni.
Si deve allontanare.
Peccato.
Questo è quello che vorremmo esprimere almeno in apparenza ma non appena ha messo piede fuori da Legoland un "Meno male...ecchepalle!!!" sgorga all'unisono da S. e da me.

La giornata fila tranquilla.
Tranquillissima.
Io e S. ci raccontiamo un po' di gossip personale e lavorativo.
Il tempo passa senza far rumore.
Abbiamo schivato l'ira funesta del demone ancora una volta e senza accorgercene il pomeriggio si ingoia il mondo e la fine di questo giorno che si era aperto sotto i più nefasti auspici.

Seratina tranquilla stasera.
Seratina in tre e mezzo.
Pizza con F&R che è in dolcissima attesa.
Come dicevo sono il loro peggior testimone di nozze e lo zio acquisito del loro futuro bambino.
Il mio compito sarà, a detta loro, stordirlo con dvd,libri,fumetti,cartoni animati,musica...insomma,tutte cose fondamentali ^^
Ho già fatto il primo passo in questo senso.
Tutti hanno regalato vestitini e amenità varie alla neomamma.
Io un funghetto che girando proietta luci sul muro e un carillon con le apine da mettere sulla culla ^^
Per la cronaca: sono risalito alla loro data di matrimonio.
Tutto merito di G., il mio ex-palmare, ovviamente.
In realtà non si ricordava nemmeno lei quando era di preciso ma è riuscita a risalire alla verità utilizzando una sua cartella clinica di quel periodo.
Non sto scherzando.
Diabolica G.
In queste cose è ad un gradino superiore dell'evoluzione.

Conosco F. dall'asilo.
E'un secondo fratello per me.
Ne abbiamo viste e fatte talmente tante insieme che ci vorrebbe un'altra vita solo per raccontarle.
Lo vedo lì seduto, con accanto una moglie che adoro e con un cucciolo d'uomo in arrivo.
Lo vedo così.
Nella semplicità di chiacchiere e pizza.
E sono felice.
Vorrei abbracciarli entrambi.
Perchè ogni volta riaccendono la magia di una speranza.
Perchè anche loro sono la prova che è possibile.
Perchè in fondo tutto è più facile di quello che sembra.


Con questa felicità dettata dalla familiarità delle "piccole grandi cose note" voglio addormentarmi stanotte.
Stringo ancora un filo di speranza nel pugno che, per quanto esile ed invisibile, mi fa respirare.

Che l'omino dei sogni possa raggiungere chi dico io (che ne ha bisogno) ^^
Per gli altri...
un funghetto che gira, proiettando lucine sul muro ed in ognuna di esse un desiderio avverato.


"Strade?
Dove stiamo andando non c'è bisogno di strade"
(Emmet Brown from Back to the Future )
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blaterato da Dotakon venerdì, 22 settembre 2006,ore 21:35



Ho la sindrome del pezzo di carta.
Che detto così non sembra voler dire molto, quindi magari spiego.
Ultimamente qualsiasi foglio bianco mi capiti a tiro viene immediatamente imbrattato con frasi, pensieri, incipit di racconti, stralci di poesie, frammenti di canzoni.
Un affascinante guazzabuglio ribollente di emozioni.
Sono tutti piccoli frammenti, perfetti e incompleti, che stanno lì, mi guardano e sorridono maliziosi.
E' il mio cuore, forse, che avrebbe tante cose da dire e nessuno a cui dirle e lascia cadere piccole stelle cadenti nel vuoto e nel silenzio.
Forse sono segnali, lanciati nello spazio alla ricerca di qualcuno che li capti,li codifichi e risponda.

Perde i pezzi questo povero macinino.
E trotterella in giro affannato alla ricerca di un battito in sincronia che gli regali completezza.

Per ora entrambi abbiamo incontrato solo dissonanze.

Spes ultima dea.
Per aspera ad astra.

Certo che pure i latini ce ne avevano di luoghi comuni.

Comunque già questa è una risposta.
Sto cercando.
Qualcuno che mi accenda, a cui affidare gesti e parole.
Qualcuno che li comprenda almeno, e sappia prenderli per quello che sono e sappia ripagarli con la stessa moneta.
Certo che se in questo cercare combinassi meno casini....

Il potere del blog ha oggi scongiurato l'avvento del demone dell'apocalisse, che avrebbe messo fine alla vita come io la conosco e avrebbe rispedito, a fine giornata, un ammasso di frattaglie informi all'indirizzo di casa mia.
Non so se si è capito che per una rarissima et misteriosissima congiunzione astrale il capo oggi ha marcato visita. ^___^

Giornata sfiancante dal punto di vista lavorativo ma almeno tranquilla.

Ho pranzato con L.,una collega in procinto di sposarsi per convenzione sociale.
Spiego: lei dice di essere convinta ma al mio:
"Sei sicura?"
Ho ricevuto un:
"mmmmmh....si....è che voglio andare via da casa".
Ora vagli a spiegare che tra "Mi sposo" e "Vivo con i miei" c'è tutta una gamma di sfumature che comprendono un "Me ne vado a vivere da sola e sto per conto mio".
E infatti gliel'ho detto....^^ lo so sono uno stronzo.
Risultato: qualche sorriso imbarazzato e motivazioni sempre meno convincenti.
Certo mi rendo conto che dopo tanti anni di fidanzamento sfasciare tutto e rimettersi in gioco non è così facile.
Ad un passo dal coronamento di un (nell'immaginario comune) sogno.
E poi lei non è proprio il tipo.

Certo che un passo del genere, con queste premesse.....

Non so perchè mi viene in mente quella frase:
"Attento a ciò che desideri...potrebbe avverarsi".

Il matrimonio è un discorso spinoso da queste parti.
Sono passato dal progettarlo (con G.) all'estrema convinzione che non succederà mai.
Per la cronaca non era un progettare del tipo occhioni sognanti,violini che suonano e noi due che parliamo di un futuro lontano lontano in una galassia lontana lontana.
Era qualcosa che si doveva concretizzare nel giro di un anno.
Immaginate il rumore che deve aver fatto il big bang quando tutto ha avuto inizio.
Ecco immaginate me adesso,dopo la rottura con G., con una t-shirt con scritto: "Big Bang non ti temo!". ^^
I miei non ci sono rimasti benissimo.
Mia madre continua a ripetermi un ossessivo "Mi farai morire senza nipoti" a cui da tempo non rispondo più.
Quando non ha me a tiro è una frase che comunque torna buona per mio fratello o mia sorella.
Anche se quest ultima forse forse....

Comunque sti nipoti....
Che palle!!!!
Ma che ci deve fare poi, nemmeno se li dovesse mangiare.

Ho un senso molto profondo della famiglia.
Forse perchè credo che la mia sia in fondo molto bella, anche con tutti gli screzi, le urla e il baraccone da circo che sembriamo.^^
Siamo uniti.
E'importante.
I miei è da quando hanno 14 anni che stanno insieme.
Ecco che modello ho davanti ogni giorno.
Se non deve essere, scelgo che non sia mai.
Meglio stare da solo che vivere un surrogato di qualcosa che io ho visto e so che, se c'è volontà e amore, può esistere.


E anche stasera vi ho condotto lungo le inesplorate rotte della noia.
Del resto è gratis, che pretendevate... ^^

Domani si lavora.
Preferirei svegliarmi morto domattina.
Avrei un'ottima scusa per non andare.
Lo so, lo so.
E' paradossale.^^


Stay tuned.



"
D'accordo niente panico. Mi rifarò del denaro vendendo uno dei miei fegati. Posso sopravvivere con uno solo".
(Homer Simpson)

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blaterato da Dotakon giovedì, 21 settembre 2006,ore 19:50

"E' tardi ...è tardi...è tardi...è tardi"
Sembra monotono ripeterlo.
Ma del resto inizia sempre così.

Spalanco gli occhi sul mondo e il mio pensiero non è "grazie per avermi concesso ancora un giorno" ma "cazzo...è Giovedì....stringi i denti...stringi i denti...ci siamo quasi".
Ecco.
La prossima volta impara a dire grazie.
Si vede che qualche divinità particolarmente mattiniera era all'ascolto o stava staccando dal turno di notte e aveva le palle girate, tant è che una delle prime notizie che apprendo dalla viva voce del mio capo è: Sabato impegno di lavoro-STOP-Tutto il giorno-STOP-Impossibile scappare-STOP-Non ci provare nemmeno per scherzo-STOP-
Cavolo!!!!
Ma che c'ha i poteri!!!!????
Solo per aver pensato per una frazione di secondo, mentre parlava, di accusare improvvisamente i sintomi di una di quelle malattie rarissime e guaribili in un paio di giorni con tanto di vocetta mogia e tirate su con il naso.
La giornata non mi sembra più tanto bella.
"Hey tu....lassù..sole....si si dico proprio a te!!!
Che è tutto sto brillare???
Su, forza...tira fuori le nuvole e manda giù un po' di diluvio!!!"
Ufff...
Ma ti pare che quell egocentrico mi sta mai a sentire...
Non piove mai quando ne hai davvero voglia.
Quindi giornata in contrasto tra il mio umore e quello del disco nel cielo che nomino per oggi mio acerrimo nemico.
Lui tutto sorrisi sul mondo, io lagna continua sul fine settimana che già definisco cagoso in un impeto di ottimismo.
Poteva finire qui?
Naaaaa.....
"Ah e un'altra cosa....domani probabilmente io e te stiamo insieme tutto il giorno"
Silenzio.
Silenzio.
Silenzio.
"Oh....ci sei ancora?"
"Si, è il probabilmente a darmi ancora speranza".

Domani giornata con il capo.
Sabato impegno lavorativo fuori programma.
Io lo so chi ero in un'altra vita: un profanatore di tombe.
Ed è chiaro che l'ufficio maledizioni non conosce la posta prioritaria.

Ogni tanto in giro qualcuno mi chiede di F.
Spiego la situazione e in risposta ottengo occhi bassi,silenzi e tristissimi scuotimenti di testa.
Ehmmmm...forse non è chiara una cosa.
NON E'MICA MORTO!!!!CAMBIA SOLO LAVORO!!!
Prevedo tra qualche mese di trovare la sua foto con i lumini e frasi del tipo "era tanto una brava persona".
F. datti una grattatina va. ^^
Certo che pure tu cavolo!!!
Farti così ben volere dalla gente....

I fantastici operai playmobil ci hanno gentilmente concesso il bis stasera.
Anzi da quello che ho potuto capire la luce è mancata per tutto il giorno.
La mia vicina aveva gli occhi iniettati di sangue e mi ha aggiornato sul tutto parlando sanscrito al contrario in una felicissima imitazione dell'esorcista.
La via di casa mia sembra sempre più ground zero tanto che per un attimo mi chiedo se non stiano in realtà costruendo un parco a tema sui disastri del mondo occidentale.

Vabbè...
ho scritto, ho scritto, ma in realtà non ho parlato di un cavolo...
Sarà che stasera ho una fame e non vedo l'ora di andarmi a sgranocchiare qualcosa.
Anzi, vi risparmio anche il solito finalino poetico con tanto di polverina luminosa che cade dal cielo e quartetto d'archi che suona in sottofondo.
Stasera niente.
Non sono malinconico al punto giusto e nemmeno allegro al punto giusto.
E' un post un po' così.
Ondivago.
^^

Doami il capo.
Non ci voglio nemmeno pensare.
SIGH :°(

"Il cielo non è mai stato azzurro.
Solo che i poeti a forza di dirlo ci hanno convinto".
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blaterato da Dotakon mercoledì, 20 settembre 2006,ore 21:12

Apro gli occhi.
E la stonatura di ieri sera mi colpisce in faccia come un maglio.
Mi sento come se un gruppo di velociraptor avesse giocato a ruba bandiera con il mio corpo tutta la notte.
Ok...ok, certe cose si pagano.
Inveisco contro l'età e mi balena alla mente una sola soluzione: seconda stella a destra e poi....

Magari fosse così facile.

L'orologio sul comodino ripete la solita frase.
'Sti cazzi, è la mia risposta stamattina.
Mi esibisco nel passo dello zombie e trascino la mia carcassa in giro per casa cercando di giocare allo spacca quindici con i pensieri e rimettere ogni numerino al posto giusto.

Una bella giornata di sole.
Ed un'insana allegria che mi danza dentro.
Che siano solo postumi?

La giornata fila liscia, senza intoppi e mi chiedo se per caso nello spazio profondo qualche gigantesco meteorite abbia deciso all'improvviso di cambiare traiettoria e piombare dritto sulla mia testolina.

Sento S.,G,O.e I. ma niente sembra turbarmi stamattina.
La tranquillità con cui mi sono addormentato ieri sera non si scioglie....questo è bene,voglio rimanerci aggrappato il più a lungo possibile.

Decido di tornare a casa per pranzo.
Non ho voglia di vedere gente, di incontrare i colleghi.
E' un ciclo.
Come quello dell'acqua.
Ho bisogno di staccare in questo momento e starmene da solo.
Ricaricare,ricaricare,ricaricare.
Torneranno i periodi in cui non mettrò piede a casa, se non a volte per dormire, per giorni.
E' un ciclo.
Di eccessi.
Che vanno, vengono e lasciano tracce.

Mangio alla velocità della luce, faccio in tempo a buttare un orecchio a un branco di politici imbellettati che blaterano del problema islamico ed a mio padre che li manda cordialmente affanculo e poi sono di nuovo fuori,in macchina, per il lavoro.
Mi canticchio le canzoni dei They Might Be Giants dandomi il tempo con la testa e usando il cellulare come microfono.
Sguardi allibiti al semaforo mi fanno sorgere il dubbio di stare esagerando.
 
Il pomeriggio è un morso.
Fila via veloce senza sbandamenti.
Questo misero brandello di felicità è mio.
Nessuno me lo porterà via oggi.


Sorpresona al rientro a casa.
I meravigliosi operai playmobil che hanno nuclearizzato la via di casa mia per sistemare la rete fognaria decidono di chiudere la loro lunga giornata lavorativa esibendosi nell ormai tristemente noto numero del: "Tranciamo un cavo a caso dell'enel e facciamo godere a questi poveri mortali un meraviglioso tramonto e del suggestivo buio pesto romano".
Dedico quindi un oretta a giocare con Miva e Melampo che abbaiano,ringhiano, saltano e mi ricoprono di un afrodisiaco mix di terra e bava.
Riesco addirittura ad acciuffare Arthur il gatto dei vicini che da quando è diventato grande ha deciso di non avere più bisogno di coccole e si è trasformato in un arraffacrocchette algido e altero.
Stasera si vede che anche lui aveva la luna storta e allora ci siamo fatti le fusa a vicenda.
La pet therapy fa miracoli.

Le lucine sono sempre lì.
Ammiccano allegre dalla finestra e silenziose mi parlano.
C'è vita laggiù.
Si intrecciano milioni di storie, milioni di vite si sfiorano,si intersecano e si separano in quella luce.

C'è vita anche qui.
Per quanto piccola e insignificante,
anche la mia luce è ancora accesa.



"Parola di Toro Farcito:
Il golosastro non entrerà mai nella valle della buona merenda"
(Il tizio delle Girelle Motta)



^^
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blaterato da Dotakon mercoledì, 20 settembre 2006,ore 00:26

"Fletto i muscoli e sono nel vuoto".
Ogni volta un salto.
Ogni volta cadere più giù, nel profondo dell abisso che mi guarda.
Sempre più giù.

Il castello di carte dei buoni propositi è franato a terra miseramente.
Rimangano solo le macerie, e lo sconforto per essere ancora una volta stato così debole.

Cos'ho che non va?
Che diavolo sto cercando di provare a me stesso?
E' un esercizio di autostima?
O sto percorrendo una delle tante vie all autodistruzione?
Provo piacere nel farmi male e nel ferire chiunque mi si avvicini?
E quand'è che da questo bozzolo è nata questa orribile farfalla?


Troppi dubbi.
Troppa confusione.


Continuo imperterrito a ripetere gli stessi gesti, le stesse frasi, gli stessi errori.
Pur consapevole dello sbaglio in atto non riesco a mettermi un freno.
Mi sto ficcando in casini inimmaginabili.
A. avrebbe dovuto essere più ferma almeno lei.
Meno compiacente.
Ma non era quello che volevo.
Ma non era quello che voleva.
A. è molto più grande di me.
A ha una famiglia.
Perchè non riesco a starmene mai al mio posto?
Perchè devo sempre cercare di ridurre al minimo le distanze con chi mi sta di fronte?
C'era già stato in passato un "avvicinamento".
Niente di trascendentale intendiamoci, ma non si era nemmeno più ripetuto.
E invece oggi....
Ogni giorno una prova diversa.
Ogni giorno dover resettare la mia vita e scegliere una strada nuova.
Dio quanto è faticoso!
Ormai procedo con il pilota automatico, è come se non fossi più capace di schivare.
Eppure non mi riempio di orgoglio, non vado in giro a parlarne con aria tronfia.....
queste cose non le conosce nessuno.
E allora a che cazzo mi servono????
Che casino!

Seratina in un pub ( che è la fotocopia di un qualsiasi altro pub nell'intero universo) con tre amici dei tempi del liceo.
Gente che non incontro spessissimo.
Mi ci voleva proprio.
Aneddoti di un passato incosciente ripetuti all'ossessione ogni volta che ci incontriamo.
Come recitare le battute di un film che si conosce a memoria.
Ed ogni volta ridere.
Di una cosa che tutti conosciamo, di un momento che abbiamo condiviso...
Forse eravamo solo più giovani.
A pensarci sono cose banali.
Ma sono ancora capaci,nonostante il tempo, di regalare lacrime di gioia ai nostri occhi.
Una strana sensazione di tranquillità mi riempie.
Forse perchè sto pure un po' stonato.
E'un deliquio piacevole che mi godo, il primo momento di tranquillità della giornata.

Avrei dovuto chiamare I.
Mi sono dimenticato....
Cioè mi sono ricordato ma andavo di corsa.
Così ad occhio e croce potrebbe essere una cartina tornasole di quanto sia interessato a lei.
Non mi va di pensarci adesso.
Forse la risposta già la conosco.
Speriamo solo che tutto questo non generi silenzi.

Post un po' frammentario.
Di piccole frasi
Me ne scuso..
Ma le mani seguono il ritmo della mente....ed in questo istante può partorire solo piccole cose.


Respiro il buio.
Un grande respiro.
Nel riverbero freddo della luce del monitor.
Vado a godermi quella piccola morte che è il sonno.
Spero in domani.
Spero sempre.
Che alla fine sia qualcun altro a rubarmi l'anima e a fare ordine in questo intricato arabesco.


"Ho chiuso gli occhi per non vedere.
Ma nel buio c'era il rumore di troppe urla".  (Me)
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